L’anticamera del match contro il Napoli si materializza in un’atmosfera rarefatta, sigillata dalle porte chiuse del centro sportivo lacustre, santuario temporaneo del ritiro gialloblù.
L’ultimo allenamento prima della spedizione partenopea si è consumato nel silenzio, un preludio alla cruciale sfida che attende Montipò e compagni.
La trasferta al Diego Armando Maradona si preannuncia un banco di prova di resilienza e strategia.
Affrontare una squadra come il Napoli, acerrima rivale per la conquista di obiettivi ambiziosi, impone un approccio tattico misurato e un’inversione di tendenza rispetto all’ultimo, inaspettato, passo falso contro il Torino.
Lo spirito di sacrificio, quell’abnegazione che contraddistingue i veri combattenti, sarà l’arma principale per scalfire una difesa avversaria notoriamente solida.
Le immagini emerse dalla seduta preparatoria, filtrate attraverso l’osservazione attenta dello staff tecnico, suggeriscono una riorganizzazione del pacchetto di centrocampo.
L’inserimento di Gagliardini, interprete di un ruolo chiave nell’equilibrio della squadra, conferma l’intenzione di garantire maggiore solidità e capacità di interdizione.
In avanti, Orban è pronto a scattare, a scardinare le linee difensive avversarie con la sua velocità e la sua imprevedibilità, offrendo soluzioni di contropiede efficaci.
Un’altra dinamica interessante riguarda l’assegnazione del ruolo sulla fascia destra: Fallou Cham si presenta come una scelta lungimirante, frutto anche delle circostanze – l’impegno di Belghali in Coppa d’Africa – e dettata dalla necessità di offrire freschezza e nuove stimoli.
La candidatura di Valentini per la posizione di terzino sinistro, con Bella-Kotchap a completare il trio difensivo, suggerisce una preferenza per un approccio più difensivo, con Nunez inizialmente relegato a una posizione di riserva, pronto a entrare in partita per dare una scossa.
L’incertezza più grande, e la fonte di maggiore dibattito tra i tifosi, rimane la scelta del terzino sinistro, dove Frese e Bradaric si contendono una maglia, incarnando due filosofie di gioco distinte: Frese, più orientato alla spinta offensiva, Bradaric, più focalizzato sulla fase difensiva.
La decisione finale, appannaggio esclusivo di mister Zanetti, dipenderà dall’analisi delle caratteristiche specifiche della partita e dalla volontà di modulare il gioco in base alle esigenze del momento.
In definitiva, si prospetta un Verona compatto, pragmatico, consapevole delle difficoltà insite in una trasferta di questo calibro, ma determinato a esprimere il proprio calcio con dignità e a lottare su ogni pallone, con l’obiettivo di strappare un risultato positivo che possa galvanizzare l’ambiente e rilanciare le ambizioni di una stagione ancora in divenire.
La partita si preannuncia come un vero e proprio scontro di mentalità, un test di carattere per una squadra che aspira a confermare il proprio valore sul palcoscenico del calcio italiano.





