La Procura della Repubblica di Bari ha avviato un’indagine complessa e delicata riguardante il decesso di una neonata, spirata a soli due giorni dalla nascita, il 4 dicembre scorso presso il Policlinico locale.
L’inchiesta, condotta dalla sostituta procuratore Maria Christina De Tommasi, verte su ipotesi di concorso in omicidio colposo e coinvolge nove professionisti sanitari, otto medici provenienti da due strutture ospedaliere distinte e un’ostetrica.
La gravità del caso, alimentata dalla sofferenza dei genitori e dalla tragicità della scomparsa, impone una rigorosa ricostruzione delle dinamiche che hanno portato alla morte della piccola, nata il 2 dicembre.
L’indagine prende le mosse da una denuncia presentata dalla famiglia della neonata, assistita dall’avvocato Cristina De Manno, che ha sollevato interrogativi sulla corretta gestione della gravidanza e del parto.
Al centro dell’attenzione vi sono le responsabilità potenziali dei quattro ginecologi dell’ospedale San Paolo, che avevano seguito la donna, una 39enne residente a Bari, nel periodo compreso tra il 27 novembre e il 1 dicembre.
In questa fase iniziale, l’esecuzione di esami diagnostici e tracciati fetali avrebbe rivelato elementi di rischio, spingendo i medici a disporre il trasferimento della paziente al Policlinico di Bari, centro specializzato per la gestione di gravidanze ad alto rischio.
Il trasferimento, pur motivato da considerazioni di sicurezza, non ha impedito il tragico epilogo.
La neonata è nata il 1° dicembre e, a distanza di pochi giorni, ha cessato di vivere.
Le indagini si concentrano ora sull’operato del personale sanitario del Policlinico, in particolare sui due ginecologi, i due anestesisti e l’ostetrica che hanno assistito alla fase del parto, con l’obiettivo di accertare se siano state rispettate le linee guida e le procedure standard per la gestione delle emergenze ostetriche e neonatologiche.
L’acquisizione delle cartelle cliniche complete della paziente, sia dell’ospedale San Paolo che del Policlinico, rappresenta un passaggio cruciale per ricostruire la cronologia degli eventi e valutare le decisioni terapeutiche adottate.
Al fine di determinare con precisione le cause del decesso, la Procura ha disposto l’esecuzione di un’autopsia, affidata al medico legale Eloisa Maselli, esperta in patologie perinatali, e al neonatologo Giuseppe Latorre, con l’obiettivo di integrare una valutazione clinica specialistica all’analisi diagnostica.
L’inchiesta, che si preannuncia complessa e articolata, mira a fare luce sulle possibili negligenze o errori procedurali che potrebbero aver contribuito al decesso della neonata, garantendo al contempo il diritto alla verità e alla giustizia per i genitori e l’intera comunità.
La vicenda solleva, inoltre, interrogativi più ampi sulla gestione dei rischi in ambito ostetrico, sull’organizzazione dei servizi perinatali e sulla necessità di un costante aggiornamento professionale per il personale sanitario, al fine di prevenire il ripetersi di simili tragedie.
Il processo di ricostruzione degli eventi sarà minuzioso, volto a discernere tra errori inevitabili, conseguenze di patologie intrinseche e possibili condotte professionali non ottimali.








