Nel cuore della notte, la quiete del piccolo centro di Chieuti, incastonato nel territorio foggiano, è stata brutalmente infranta da un’esplosione di inaudita violenza.
L’ordigno, presumibilmente un ordigno di tipo rudimentale, è stato abilmente occultato all’interno dello sportello bancomat della filiale BPM, situata in una posizione strategica lungo la via Aldo Moro, arteria principale del paese.
L’evento, verificatosi nelle prime ore dell’alba, ha risvegliato la comunità, composta da circa 1500 abitanti, lasciando un segno di sgomento e preoccupazione.
La deflagrazione ha causato danni significativi alla struttura della banca, estendendosi ben oltre lo sportello automatizzato.
Il sindaco Diego Iacono, con voce carica di amarezza, ha descritto la scena: “Non si tratta solo di danni allo sportello, ma a una compromissione pesante dell’intera struttura.
Temiamo seriamente la perdita della banca, un servizio vitale per la nostra comunità.
“L’onda d’urto, sprigionata con forza devastante, ha investito anche la palazzina adiacente, provocando danni minimi ma tangibili, a riprova dell’intensità dell’esplosione.
Sebbene la stabilità edilizia non sia stata compromessa, l’evento ha amplificato il senso di precarietà che attanaglia il paese.
La perdita della banca rappresenta un colpo durissimo per una comunità già fragile e isolata.
Chieuti, un paese prevalentemente abitato da anziani, vede così limitata ulteriormente la sua capacità di accedere a servizi essenziali, riducendo le opportunità di collegamento con il resto della regione.
Rimanendo, in sostanza, legati alla solitudine dell’ufficio postale, un presidio insufficiente per rispondere alle esigenze di una popolazione che lotta quotidianamente per la sopravvivenza.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà socio-economiche che affliggono il territorio, un mosaico di piccole realtà interne, spesso marginalizzate e lontane dai grandi centri urbani.
La comunità di Chieuti si trova a confrontarsi con sfide complesse, combattendo contro una spirale di isolamento e spopolamento, costretta a fronteggiare “mulini a vento”, metafore di ostacoli apparentemente insormontabili.
L’esplosione alla banca, al di là dei danni materiali, è il simbolo di una ferita più profonda, la fragilità di un tessuto sociale che necessita di sostegno e di una rinnovata attenzione da parte delle istituzioni.
L’indagine per accertare le responsabilità e chiarire le motivazioni di questo atto di violenza è in corso, ma la priorità resta quella di risarcire la comunità e garantire la sicurezza e la continuità dei servizi essenziali.






