L’onda di solidarietà che accoglie l’impegno dei giovani che sostengono la Flotilla è un segnale potente, una riaffermazione di responsabilità civica che non si riscontrava da tempo.
Un sentimento di profonda gratitudine anima Matteo La Piccirella, padre di Tony, attivista barese attualmente detenuto in seguito all’intercettazione della nave diretta a Gaza.
L’intervento di questi ragazzi, un coro di voci che si alzano a sostegno di un ideale, rappresenta un contrasto significativo con un certo immobilismo percepito, una fuga nel divertimento che sembrava aver anestetizzato la coscienza collettiva.
Un riconoscimento doveroso, espresso apertamente, testimonia un senso di supporto che va oltre il semplice incoraggiamento.
La Piccirella, già arrestato in passato durante un tentativo simile, attende notizie concrete sul rientro del figlio, informazioni trasmesse dall’unità di crisi della Farnesina, che prospettano un arrivo tra lunedì e martedì.
L’incertezza sul destino di Tony si intreccia con la speranza di un ritorno sicuro e la riflessione sulle motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere un viaggio tanto rischioso.
Interrogato sulla possibilità che Tony possa ripetere l’esperienza, La Piccirella, con un velo di paternalismo, esprime una cauta disillusione: “Come padre, preferirei di no.
” Riconosce il valore dell’azione compiuta, la forza di una protesta che ha messo in luce una situazione di stallo, e auspica che l’impegno attuale possa generare aperture concrete, canali diplomatici che permettano di bypassare la necessità di nuovi tentativi diretti.
Si percepisce un desiderio, forse un anelito, che l’azione di Tony e dei suoi compagni possa aver innescato una presa di coscienza più ampia, un cambiamento di prospettiva nella società.
L’episodio solleva interrogativi complessi sulla libertà di navigazione, il diritto all’autodeterminazione dei popoli palestinesi e le responsabilità delle potenze internazionali.
La vicenda di Tony La Piccirella, simbolo di un impegno civile che sfida le logiche del potere, si intreccia con la necessità di una riflessione più profonda sulle cause del conflitto e sulla ricerca di soluzioni pacifiche e durature.
La solidarietà dei giovani, un fuoco che arde nonostante le difficoltà, rappresenta una speranza per il futuro, un monito a non arrendersi mai di fronte all’ingiustizia.






