Il 16 gennaio 2028, Bari si prepara a celebrare un evento di risonanza nazionale e internazionale: l’apertura del triennio dedicato al genio musicale di Nicolò Piccinni, compositore barese nato nel 1728.
La Fondazione Teatro Petruzzelli, in collaborazione con il Comune di Bari, ha ideato un ricco programma di eventi che culminerà nel 2028, anno del tricentenario, e che intende restituire a Piccinni il posto di rilievo che gli spetta nella storia dell’opera italiana e europea.
Il percorso celebrativo si inaugura con un concerto appositamente dedicato, “Piccinni, e brilla il genio!”, che vedrà la partecipazione straordinaria del soprano Rosa Feola, ambasciatrice artistica del compositore nel mondo.
La scelta di Feola non è casuale: riflette l’importanza attribuita alla dimensione internazionale delle celebrazioni, volute per far conoscere a un pubblico più ampio il valore inestimabile del patrimonio musicale barese.
La stagione lirica 2026 si aprirà con “La Cecchina, o sia la buona figliola”, l’opera che consacrò Piccinni al successo e che rappresenta, ancora oggi, un pilastro del repertorio settecentesco.
L’esecuzione, affidata al maestro Stefano Montanari e alla regia di Daniele Luchetti, si basa su una recente e rigorosa edizione critica di Francesco Paolo Russo, con l’obiettivo di restituire alla luce le sfumature e le innovazioni che caratterizzano il capolavoro piccinniano.
Questa scelta non è solo una questione di repertorio, ma anche di approccio critico: si mira a riscoprire l’opera nel suo contesto storico-culturale, attraverso un’analisi che tenga conto delle evoluzioni del gusto e delle influenze reciproche tra commedia e musica.
Il 2027 sarà dedicato a “Zenobia”, la prima opera seria di Piccinni, un debutto cruciale al Teatro di San Carlo di Napoli nel 1754.
Un’opera nata da un testo di Metastasio, scritto a Vienna nel 1740, che testimonia l’abilità di Piccinni nell’integrare le convenzioni del dramma per musica con la sua personale sensibilità melodica.
La rappresentazione, per la prima volta dopo un lungo periodo di oblio, intende far luce sul percorso di formazione del compositore e sulla sua capacità di interpretare le tematiche del melodramma settecentesco.
La conclusione del triennio, nel 2028, sarà segnata da “Atys”, opera composta durante il soggiorno parigino di Piccinni e rappresentata alla corte reale nel 1780.
Quest’opera, simbolo della sua maturità artistica, riflette l’influenza del Classicismo francese e la sua capacità di creare opere di ampio respiro e di profonda suggestione.
Il sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli, maestro Nazzareno Carusi, ha espresso grande soddisfazione per l’eredità di questo ambizioso progetto.
Le celebrazioni di Piccinni rappresentano non solo un atto di riconoscimento verso un compositore fondamentale per la storia della musica, ma anche un’occasione per celebrare l’importanza del patrimonio musicale pugliese e del ruolo cruciale che compositori come Piccinni hanno avuto nello sviluppo dell’opera italiana e internazionale.
Si tratta di un omaggio a una tradizione musicale secolare, che continua a ispirare nuove generazioni di artisti e a contribuire alla ricchezza culturale del nostro Paese.








