La riflessione sollevata dal candidato alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, durante il confronto tra i candidati, trascende la mera contingenza politica per investire una questione di profonda rilevanza etica che permea l’intera comunità.
Non si tratta semplicemente di un problema amministrativo, ma di un’erosione dei principi fondamentali su cui si fonda la democrazia stessa: l’autodeterminazione popolare e la fiducia nelle istituzioni.
L’esperienza maturata a capo del Comune di Bari ha lasciato in Decaro una consapevolezza amara: la gestione della cosa pubblica richiede scelte rigorose, che spesso implicano la preferenza di profili professionali integri, capaci di garantire trasparenza e responsabilità, anche a costo di relazioni formali e distaccate.
Questa scelta, apparentemente tecnica, si rivela cruciale nella lotta contro il voto di scambio, un cancro che mina le radici della legittimità democratica.
Il voto di scambio non è solo un illecito penale, ma una forma di ricatto che priva i cittadini della possibilità di esprimere liberamente la propria volontà, trasformando il diritto-dovere di voto in merce di scambio.
La denuncia di Decaro, rafforzata dall’azione concreta intrapresa durante il suo mandato, sottolinea la necessità di un impegno costante e determinato per smantellare queste reti di corruzione.
L’istituzione di un nucleo ispettivo specializzato, composto da esperti in grado di infiltrarsi e analizzare i processi decisionali all’interno dell’amministrazione, rappresenta un passo avanti significativo.
La scelta di concentrare l’attenzione sulla sanità, un settore caratterizzato da una complessa frammentazione della spesa e da una miriade di attori coinvolti, è particolarmente lungimirante.
In un contesto tale, le opportunità di deviazioni e abusi sono molteplici e richiedono un controllo particolarmente accurato e sofisticato.
Si tratta di un approccio proattivo che va oltre la semplice reazione a fatti compiuti, mirando a prevenire la corruzione attraverso una vigilanza costante e una cultura della trasparenza.
L’obiettivo non è solo punire i colpevoli, ma soprattutto creare un ambiente in cui la corruzione non possa prosperare, restituendo ai cittadini la fiducia nelle istituzioni e rafforzando il tessuto democratico della regione.
La sfida è ardua, ma l’impegno dichiarato da Decaro rappresenta un segnale di speranza e un invito alla mobilitazione di tutta la comunità.







