Cimice Asiatica: Emilia-Romagna Ancora Sotto Assedio

L’Emilia-Romagna è di nuovo alle prese con l’emergenza *Halyomorpha halys*, la cimice asiatica, un parassita invasivo che continua a impattare pesantemente sull’agricoltura regionale.
A testimonianza della gravità del fenomeno, la Giunta ha erogato complessivamente circa 10 milioni di euro in ristori e indennizzi agli agricoltori colpiti, un costo che riflette la portata dei danni economici causati.

L’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, durante una seduta consigliare rispondendo all’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti, ha sottolineato come, nonostante un temporaneo miglioramento osservato negli anni precedenti, la situazione nel 2025 abbia visto un ritorno alla criticità, con un aumento della pressione infestante.

Il problema non è circoscritto all’Emilia-Romagna.

L’assessore ha precisato che la regione condivide questo scenario con altre aree limitrofe, come il Veneto, evidenziando la natura transregionale e generalizzata dell’invasione.

Questo implica la necessità di strategie coordinate e di un approccio collaborativo tra diverse amministrazioni.
La Giunta è attivamente impegnata nella ricerca di soluzioni innovative per contrastare efficacemente la cimice asiatica.
Le attività di ricerca sono particolarmente mirate e comprendono una partnership strategica con istituzioni scientifiche statunitensi, riconosciute per la loro expertise nel campo della gestione di specie aliene invasive.

Questo scambio di conoscenze e tecnologie si rivela cruciale per l’identificazione di metodi di controllo biologico, strategie di gestione integrata e nuove tecniche di monitoraggio che minimizzino l’impatto ambientale e garantiscano la sostenibilità delle pratiche agricole.
L’approccio adottato dall’Emilia-Romagna non si limita alla ricerca.

Si stanno valutando anche interventi strutturali per la protezione delle colture, come l’utilizzo di reti anti-parassitarie e tecniche di trappolaggio selettivo, oltre a promuovere pratiche agronomiche che favoriscano la resilienza delle piante.
La sfida è complessa, poiché la cimice asiatica si nutre di un ampio spettro di colture, dal mais alla frutta, passando per le vite e gli ortaggi, rendendo difficile l’adozione di una singola soluzione.
La consapevolezza della complessità del problema ha portato la Regione a intensificare il dialogo con le associazioni di categoria, gli agricoltori e i centri di ricerca, al fine di definire un piano d’azione condiviso e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e del controllo di questo parassita alieno.

L’obiettivo è di garantire la sicurezza alimentare, tutelare il reddito degli agricoltori e preservare la biodiversità agroecologica dell’Emilia-Romagna.

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