Con profonda commozione, la comunità bolognese e varesina si raccoglie per ricordare Ivonne Trebbi, figura emblematica della Resistenza italiana, spentasi a Varese, sua residenza negli ultimi anni.
Nata ad Argelato, frazione di Bologna, il 31 gennaio 1928, Ivonne Trebbi incarna un capitolo cruciale e spesso dimenticato della storia italiana: il ruolo attivo e coraggioso delle donne nella lotta di Liberazione.
La sua esperienza partigiana si intreccia indissolubilmente con il tessuto sociale e politico del Bolognese.
Nel 1943, operaia a Castel Maggiore, Ivonne si impegna fin da subito nella lotta contro l’oppressione fascista e l’occupazione nazifascista.
La sua adesione al Gruppo di difesa della donna, di cui divenne successivamente membro del comitato direttivo, testimonia l’attenzione verso le problematiche femminili, spesso marginalizzate, in un contesto di violenza e privazione.
L’impegno di Ivonne si estende alla Quarta Brigata SAP (Squadre di Azione Patriottica) “Venturoli Garibaldi”, un’organizzazione impegnata in azioni di sabotaggio, informazione e supporto alla popolazione civile.
Accanto all’attività operativa, Ivonne svolge un ruolo chiave nella struttura di potere del Partito Comunista Italiano, collaborando con figure come Cesare Mazzacurati nella gestione e coordinamento politico di un vasto territorio comprendente dodici comuni della pianura bolognese.
Questa responsabilità, unitamente alla sua attività di staffetta, la porta a essere arrestata nel gennaio 1945, subendo la prigionia nel carcere di San Giovanni in Monte fino alla Liberazione.
Il riconoscimento della sua militanza partigiana, con il grado di sottotenente e la Croce al merito di guerra, e l’elezione a consigliere comunale a Bologna nel 1951, attestano la sua importanza nel panorama politico e civile del dopoguerra.
Il suo impegno parlamentare, come deputata dal 1979 al 1987, le ha offerto una piattaforma per promuovere i valori di giustizia sociale, uguaglianza e libertà, principi che avevano guidato la sua vita fin dall’inizio.
La scomparsa di Ivonne Trebbi lascia un vuoto incolmabile, ma al contempo ci invita a riflettere sul debito di gratitudine che abbiamo nei confronti di coloro che, con coraggio e sacrificio, hanno contribuito a costruire la democrazia e la libertà che oggi diamo per scontate.
Come sottolineato dal sindaco di Castel Maggiore, Luca Vignoli, Ivonne Trebbi ha lasciato un’eredità preziosa, e la sua storia di essa

