La scomparsa di Gian Paolo Luppi, figura di spicco nel panorama musicale bolognese, ha lasciato un vuoto palpabile nella comunità artistica.
Professore di composizione presso il Conservatorio Martini, Luppi, prematuramente scomparso a 65 anni, condivise con l’amico e collega Carlo Mazzoli, pianista di riconosciuta virtuosità, un legame profondo, forgiato negli anni trascorsi insieme tra gli studi e l’insegnamento.
Questa amicizia si traduce ora in un omaggio musicale, un concerto che celebra l’eredità intellettuale e creativa di Luppi.
La formazione di Luppi fu eccezionalmente poliedrica, una testimonianza della sua insaziabile curiosità e del suo desiderio di dominio completo del linguaggio musicale.
Oltre al diploma in pianoforte, si distinse in musica corale, direzione di coro, composizione, strumentazione per banda e direzione d’orchestra, assimilando il sapere di maestri illuminati come Furgeri, Bettinelli e Donatoni.
Questa versatilità si riflette nella sua produzione, che spazia dalla musica sacra, pensata per coro e liturgia, a composizioni per banda, orchestra e gruppi strumentali, rivelando un’anima creativa multiforme, capace di dialogare con diversi contesti espressivi.
Tra le sue opere più significative, “Accanto a Te, Signore” (1985), un toccante brano per coro misto e pianoforte o orchestra, e il ciclo “I Misteri della Luce” (2013), opera di profonda ispirazione religiosa, rappresentano pietre miliari del suo percorso artistico.
La leadership di Luppi, che dal 2014 al 2024 ha guidato la Filarmonica Imolese, ha segnato un periodo di crescita e innovazione per l’orchestra, testimoniando la sua capacità di visione e il suo impegno verso la diffusione della cultura musicale.
Il concerto dedicato a Luppi, in programma sabato 15 novembre presso l’Oratorio di Santa Cecilia a Bologna, non è solo un omaggio, ma una vera e propria immersione nel suo universo sonoro.
Carlo Mazzoli, con la sua sensibilità interpretativa e la sua profonda conoscenza del repertorio, si propone di tracciare un percorso che illumini le sfaccettature dell’arte di Luppi.
L’esecuzione, che vedrà Mazzoli alternarsi al fortepiano e al pianoforte, spazierà da Mozart, con l’intramontabile Adagio KV 540, simbolo di sublime semplicità espressiva, a Schubert, attraverso i Sei Momenti Musicali Op.
94, scritti tra il 1823 e il 1828, espressione di profonda malinconia romantica.
Il concerto culminerà con l’esecuzione de “I Misteri della Luce”, composizione scritta appositamente per Mazzoli e dedicata a padre Domenico Vittorini, figura chiave nel San Giacomo Festival, a testimonianza del profondo legame tra la creazione musicale, la fede e la comunità.
L’esecuzione di quest’opera, frutto di un dialogo artistico intenso e duraturo, rappresenta il culmine di un omaggio che vuole perpetrare la memoria di un maestro e amico, lasciando a tutti un’eredità di bellezza e ispirazione.







