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Conguagli Abbanoa: Cassazione dà ragione al gestore idrico

Una recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione ha significativamente modificato l’interpretazione della legittimità dei conguagli regolatori applicati da Abbanoa, un gestore idrico operante in Sardegna, risalenti al 2014.

Questa decisione ribalta una precedente sentenza del Tribunale di Nuoro, aprendo una nuova fase nella gestione dei contenziosi legati alle fatturazioni pregresse.
Il fulcro della controversia risiedeva nell’affermazione del Tribunale di Nuoro, secondo cui la pretesa di Abbanoa di recuperare costi relativi al periodo 2005-2011 sarebbe inammissibile alla luce dei principi di irretroattività delle normative amministrative e dell’esigenza di tutelare la buona fede dei consumatori.

La Corte di Cassazione ha respinto tale argomentazione, sottolineando che l’applicazione dei conguagli, seppur riferiti a periodi passati, non viola tali principi.
Questa sentenza rappresenta il secondo intervento favorevole di Abbanoa da parte delle Sezioni Unite della Cassazione.
Nel 2022, una precedente ordinanza aveva già affrontato la questione della prescrizione, ma la sentenza odierna estende la legittimazione del gestore a una più ampia sfera regolatoria.

È importante comprendere che la vicenda si colloca in un contesto di transizione normativa, caratterizzato dall’adozione di sistemi di regolazione in evoluzione nel settore dei servizi idrici.
Il principio alla base delle tariffe applicate da Abbanoa, e da altri gestori in Italia, è quello del “full cost recovery”, un obbligo sancito a livello europeo che impone il recupero integrale dei costi necessari per garantire un servizio essenziale come l’acqua.
Questo principio implica la necessità di compensare i costi sostenuti per l’erogazione del servizio, altrimenti la sostenibilità economica del sistema idrico integrato sarebbe compromessa.
La decisione di Abbanoa di applicare le direttive dell’Autorità Nazionale Energia (Aeegsi, ora Arera) e la quantificazione economica a livello regionale da parte dell’Autorità d’Ambito, erano considerate legittime e coerenti con i principi regolatori.
La sentenza della Corte di Cassazione avrà ripercussioni significative per Abbanoa, in quanto fornisce un solido quadro giuridico per affrontare i contenziosi ancora in corso.
Pur essendo vincolante per il caso specifico esaminato, la decisione assumerà valore di giurisprudenza, essendo estesa a tutti i procedimenti legali pendenti, sia individuali che collettivi.

Questo implica un’accelerazione nella risoluzione delle controversie e una maggiore certezza del diritto per tutti gli utenti.

La pronuncia rafforza, inoltre, la legittimazione del gestore idrico nel perseguire il recupero dei costi operativi, contribuendo alla stabilità finanziaria del servizio e garantendo la continuità dell’erogazione dell’acqua potabile alla comunità.

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