La situazione idrica della Sardegna centrale, e in particolare della Baronia, si presenta all’attenzione con dati che destano seria preoccupazione.
Al 26 settembre, l’invaso di Maccheronis si attesta a soli 4,2 milioni di metri cubi, un volume identico a quello dell’invaso di Pedra ‘e Othoni, evidenziando una drastica riduzione delle risorse idriche disponibili.
Questo deficit, causato dalla prolungata assenza di precipitazioni, ha comportato una perdita di oltre il 70% della capacità di entrambi gli invasi, spingendo il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale a disporre di una riduzione del 50% delle finestre orarie dedicate all’irrigazione.
La gestione del fabbisogno idrico durante la primavera e l’estate, periodi critici per l’agricoltura e il turismo, è stata resa possibile sfruttando al massimo la capacità degli invasi esistenti.
Il Presidente Ambrogio Guiso sottolinea come, nonostante ciò, la necessità impellente di affrontare i cambiamenti climatici, che intensificano i cicli di siccità, richieda una profonda revisione delle strategie di programmazione, mirando all’accumulo di riserve idriche sufficienti per garantire una pianificazione pluriennale.
La carenza di precipitazioni, destinata a ripetersi con crescente frequenza, emerge come una sfida cruciale per il futuro della regione.
In questo contesto, la realizzazione di un secondo invaso a servizio della Baronia, quello di Abba Luchente, si configura come una soluzione primaria.
Le polemiche legate alla sua collocazione all’interno del Parco di Tepilora trovano una risposta nel confronto con esempi virtuosi di gestione delle risorse idriche.
Una recente visita alla diga di Ridracoli, in Emilia Romagna, ha offerto spunti preziosi per un approccio sostenibile e innovativo.
La drammaticità delle restrizioni idriche imposte in passato, e la capacità di immagazzinare enormi volumi d’acqua in caso di precipitazioni intense, evidenziano la fragilità del sistema e l’importanza di ottimizzare l’utilizzo delle risorse.
Il Consorzio si impegna a trovare un equilibrio delicato tra le esigenze di sviluppo economico e sociale della regione, con particolare attenzione all’agricoltura e al turismo, e la tutela del patrimonio naturale.
L’esempio di Ridracoli rappresenta un modello di gestione integrata, che concilia l’utilizzo delle risorse idriche con la salvaguardia dell’ambiente.
La strada per il futuro passa attraverso una visione strategica e una gestione responsabile delle acque, elementi imprescindibili per la sostenibilità del territorio sardo.

