Il pareggio di Verona, conquistato con tenacia negli ultimi istanti, rappresenta una tappa cruciale nel percorso del Cagliari verso la salvezza.
Un punto che, al di là della sofferenza espressa in campo, consolida la posizione in classifica, proiettando la squadra al tredicesimo posto e tracciando un orizzonte più promettente di quanto non lo fosse fino a qualche settimana fa.
La distanza dalla zona retrocessione si allarga a cinque punti, mentre l’Europa, pur rimanendo un miraggio distante, si avvicina di quattro lunghezze, sottolineando un’inversione di tendenza significativa.
La squadra riprende immediatamente la preparazione a Assemini, con un calendario serrato che la attende: giovedì, al “Sant’Elia”, arriva il Sassuolo, avversario diretto e in possesso di un punto in più.
Il match veronese, sebbene segnato da una certa disorganizzazione e da un gioco a tratti appannato, ha messo in luce la resilienza e la capacità di reagire del Cagliari, premiata con due gol concreti su altrettante occasioni create nella fase finale.
L’approccio iniziale, così come l’intensità dimostrata nel finale, hanno apprezzato Pisacane, il quale ha comunque sottolineato la vulnerabilità cronica sui calci da fermo, una criticità che mina la solidità difensiva.
L’incontro è stato inoltre segnato da due debutti significativi: Idrissi e Leta, provenienti dalla Primavera, hanno avuto l’opportunità di dimostrare il loro valore, con l’esterno sinistro che si è distinto realizzando il suo primo gol in Serie A.
Un elemento particolarmente incoraggiante è l’età media della formazione titolare, che si attesta a 23,4 anni, a testimonianza di un rinnovamento generazionale in atto.
Tra i migliori in campo, spicca la prestazione di Caprile, autore di interventi decisivi, e Felici, esterno romano che, nonostante il mancato trasferimento al Venezia, si è imposto come capocannoniere della squadra con due reti, affiancando Belotti in cima alla classifica interna.
Il suo rendimento offensivo, peraltro, lo ha visto ereditare, almeno in parte, i ruoli e le responsabilità del Gallo, la cui assenza si protrarrà fino alla prossima primavera.
La scelta di Pisacane di operare un ampio turnover, escludendo dalla formazione iniziale giocatori fino ad ora considerati pilastri come Luperto, Adopo ed Esposito, denota una volontà di sperimentare e valutare nuove soluzioni in vista delle prossime sfide.
Si spera nel recupero, anche parziale, di Mina e Deiola, attualmente infortunati e non convocati per la trasferta veronese, per aumentare le opzioni a disposizione del tecnico.
La partita contro il Sassuolo si preannuncia cruciale per consolidare la ritrovata fiducia e proseguire il cammino verso un obiettivo più che auspicabile.
L’attenzione dovrà essere posta, soprattutto, sulla capacità di mitigare le debolezze sui calci piazzati, un aspetto che rischia di vanificare gli sforzi compiuti.







