Assistita sotto accusa: tra speculazione mediatica e richiesta di verità.

La vicenda che coinvolge la mia assistita è stata tragicamente trasformata in un’operazione di comunicazione distorta e ingiusta, un vero e proprio teatrino mediatico alimentato da ricostruzioni frettolose e insinuazioni prive di fondamento.
Questa escalation mediatica sta irreparabilmente minando la sua immagine pubblica, la sua dignità e, soprattutto, la sua reputazione, proietta ombre ingiustificate sulla sua persona e la espone a un giudizio popolare sommario e preconcetto.
La mia assistita è vittima di un’attenzione distorta che, lungi dal cercare la verità, amplifica ipotesi e voci incontrollate.

La situazione è resa ancora più grave dal fatto che tale esposizione mediatica, oltre a danneggiare direttamente la mia assistita, impatta negativamente sul benessere psicologico e sulla stabilità emotiva del figlio minore, che necessita di protezione da un ambiente pubblico saturo di speculazioni e narrazioni estranee alla realtà dei fatti.
È imperativo, pertanto, che si osservi un rigoroso codice di condotta da parte di tutti gli attori coinvolti – media, inquirenti e pubblico – volto a garantire un’indagine trasparente e imparziale, e a tutelare la privacy e la serenità della mia assistita e del figlio.
Imminente è il conferimento dell’incarico per gli Esperti Tecnici (CTU) presso il Tribunale di Larino, in seguito alla richiesta della Procura di procedere con la riesumazione e l’autopsia.

Questa decisione, frutto di un’analisi più approfondita in seguito a un esposto presentato dalla famiglia di Andrea Costantini, sottolinea la necessità di superare le prime interpretazioni – che suggerivano un suicidio – e di accertare i fatti con rigore scientifico e imparzialità.

Le insinuazioni relative a presunti maltrattamenti in ambito familiare sono del tutto infondate e prive di qualsiasi riscontro oggettivo.

Non esistono elementi probatori – referti medici, certificazioni sanitarie, denunce – che possano corroborare tale tesi.

È vero, tuttavia, che Andrea Costantini era afflitto da problematiche personali, in particolare legate a una questione immobiliare.
L’uomo aveva manifestato l’intenzione di vendere un terreno, motivando la sua decisione con un apparente timore di aver effettuato un investimento sbagliato, senza mai indicare la mia assistita come la causa specifica di tale preoccupazione.

Questa dinamica, distorta dai media, contribuisce a creare un quadro ingannevole della situazione.
La mia assistita ripone la sua fiducia nel lavoro della magistratura e si rende disponibile a fornire ogni chiarimento necessario, confidando in un’indagine che possa finalmente restituirle la serenità e la possibilità di affrontare questa tragica vicenda con dignità e senza il peso di accuse infamanti.

La priorità assoluta è la ricerca della verità, nel rispetto della legge e della riservatezza, per evitare che la giustizia venga compromessa da un’opinione pubblica manipolata da voci non verificate e sensazionalistiche.

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