Termoli: degrado urbano, basta inerzia! Urgente cambio di rotta.

L’inaccettabile scenario che si è presentato nelle vie di Termoli, immediatamente successivo alle celebrazioni natalizie e di Santo Stefano, impone una revisione radicale dell’approccio alla gestione del degrado urbano e alla responsabilità collettiva.

Le misure finora adottate, limitate a ordinanze isolate e controlli occasionali, si sono rivelate insufficienti a contenere comportamenti irresponsabili che minano la qualità della vita e l’immagine della città.
È necessario un cambio di paradigma, una strategia integrata e proattiva che coinvolga l’amministrazione comunale, le attività commerciali e la cittadinanza.
Il consigliere comunale Nicola Felice, presidente del Comitato San Timoteo, sottolinea con forza che l’inerzia non è più un’opzione.

La responsabilità, lungi dall’essere diluibile, ricade con chiarezza su alcuni operatori commerciali che, perseguendo esclusivamente la massimizzazione del profitto, hanno dimostrato un’insensibilità preoccupante nei confronti delle conseguenze delle loro azioni.
Questo modello di sviluppo, basato sull’esternalizzazione dei costi sociali, ambientali e di sicurezza sulla collettività, non solo è eticamente riprovevole, ma si ritorce contro il tessuto commerciale stesso, compromettendone la reputazione e la credibilità professionale.

L’esigenza di un intervento deciso e tempestivo è condivisa anche dai residenti del centro cittadino, esasperati da una situazione che si ripete ciclicamente.
Le sanzioni, per essere efficaci, devono essere esemplari e dissuasive, e non escludere l’applicazione di misure restrittive nei confronti di chi, con la propria condotta, viola le regole di convivenza civile.

È imperativo che la tutela del patrimonio pubblico, il decoro urbano e la vivibilità del territorio prevalgano su ogni interesse economico di breve termine.

Un approccio sostenibile richiede un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti: l’amministrazione comunale deve rafforzare i controlli, implementare strategie di prevenzione e promuovere una cultura del rispetto; le attività commerciali devono assumersi la responsabilità del contesto in cui operano, adottando pratiche sostenibili e collaborando attivamente con la comunità; e i cittadini devono esercitare un senso civico attivo, segnalando comportamenti scorretti e contribuendo a preservare la bellezza e la vivibilità della città.
Solo attraverso un impegno condiviso e un cambio di mentalità sarà possibile restituire a Termoli l’immagine di una città accogliente, pulita e rispettosa del suo patrimonio.

L’inazione, in questo frangente, significa condannare Termoli a un declino inesorabile.

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