Nel 2025, l'analisi dei dati telematici dei veicoli connessi ha rilevato che nelle principali capitali del continente sono andati sprecati oltre 1,58 milioni di litri di carburante a causa delle soste a motore acceso nel traffico, per un danno economico originario stimato in 2,6 milioni di euro. Tuttavia, l'evoluzione dello scenario macroeconomico nella prima metà del 2026, caratterizzata da tensioni geopolitiche in Medio Oriente che hanno spinto il prezzo del gasolio oltre la soglia dei 2 euro al litro con un incremento del 30%, ha proiettato l'impatto finanziario di questo spreco a circa 3,6 milioni di euro a parità di volumi. I dati raccolti dimostrano che la semplice presenza di code non coincide direttamente con il picco dei consumi: è l'andamento della marcia a determinare l'efficienza energetica. Roma e Madrid, pur registrando indici di congestione elevati, mostrano i dati migliori per i mezzi pesanti, con appena il 2,8% di carburante sprecato al minimo. Questo accade perché i veicoli si muovono in modo lento ma costante. Al contrario, reti stradali che impongono continui cicli di arresto e ripartenza (stop-and-go), come a Londra o Dublino, impediscono ai propulsori termici di raggiungere la temperatura d'esercizio ottimale, raddoppiando i consumi. A Londra si registrano i valori più alti, con consumi medi per le vetture pari a 15,6 litri per 100 chilometri, mentre a Parigi i veicoli commerciali arrivano a sprecare quasi un quinto del carburante totale rimanendo fermi a motore acceso. La telemetria e la pianificazione algoritmica dei percorsi diventano quindi strumenti essenziali per limitare l'impatto economico e ambientale delle ore di punta. "La congestione è da sempre misurata in termini di tempo: quanto durano gli spostamenti, quanto sono trafficate le strade e in che modo i ritardi incidono sulle attività. Questa analisi dimostra, però, che esiste un ulteriore livello di costo, meno evidente", spiega Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab. "Quando i veicoli rimangono fermi con il motore acceso, consumano carburante e le flotte stanno di fatto sprecando denaro: i nostri dati mostrano che questo comporta costi per milioni di euro. Ogni litro sprecato in questi contesti comporta poi anche un costo in termini di emissioni. Oltre al tempo perso, la congestione genera un impatto sia economico, sia ambientale: per le flotte, avere una chiara visibilità su questi fenomeni significa poter gestire al meglio le sfide che comportano".
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Traffico e strade congestionate costano milioni di euro di carburante alle flotte urbane

