Calabria: Criticità e Sfide nel Rendiconto 2024

Il rendiconto consuntivo 2024 della Regione Calabria, presentato alla stampa in vista dell’udienza di parificazione, riflette una situazione complessa, segnata da persistenti criticità strutturali e da una lenta, seppur percepibile, traiettoria di miglioramento.
L’analisi del Presidente della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, Ermenegildo Palma, evidenzia come la regione continui a navigare in acque agitate, nonostante gli sforzi compiuti.
Il settore sanitario, pur mostrando segnali di avanzamento, rimane il principale nodo problematico.

La mobilità passiva, un indicatore chiave che misura i pazienti costretti a cercare cure fuori dalla regione, ha subito un incremento significativo del 21% rispetto al 2023, raggiungendo la cifra considerevole di 308 milioni di euro.
Questa escalation testimonia una carenza di servizi e infrastrutture adeguate a soddisfare le esigenze della popolazione, esacerbata da un commissariamento dell’attività infrastrutturale che, pur accelerando alcuni processi, non riesce a colmare il divario esistente.

Si tratta di un campanello d’allarme che riflette non solo disservizi immediati, ma anche un impatto negativo sulla sostenibilità del sistema sanitario regionale nel lungo termine.

La gestione dei fondi europei, un’area cruciale per lo sviluppo calabrese, è afflitta da dinamiche ricorrenti.

I progetti, spesso concepiti su larga scala, si scontrano con la difficoltà di concretizzazione, richiedendo continui interventi correttivi.

Questa situazione, oltre a ritardare l’erogazione dei finanziamenti, mina la credibilità della regione nei confronti degli organi di controllo e dei finanziatori stessi.
L’inefficienza si traduce in una perdita di opportunità per la comunità calabrese, che vedrebbe negati benefici economici e sociali derivanti da investimenti strategici.

Un altro elemento critico emerso dall’analisi della Corte dei Conti riguarda il funzionamento della macchina amministrativa regionale, gravata da un costo complessivo di 500 milioni di euro.

L’elevato numero di enti e società partecipate crea una situazione di sovrapposizione e disarticolazione, generando frizioni con la Regione e ostacolando la trasparenza e la tempestività nell’accesso alle informazioni necessarie per la gestione del bilancio.
La mancanza di una gestione centralizzata di tali enti compromette l’efficienza e l’accountability, minando la capacità della regione di rispondere in modo efficace alle esigenze dei cittadini.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), strumento fondamentale per la ripresa economica post-pandemia, condivide le stesse problematiche dei programmi operativi ordinari.

Nonostante la presenza di progettualità innovative e di grande spessore, la loro attuazione è rallentata dalla limitata capacità delle strutture esistenti, già oberate da impegni pregressi.
Si crea un circolo vizioso in cui l’innovazione si scontra con la rigidità burocratica, vanificando il potenziale di crescita e sviluppo.
Nonostante le criticità delineate, il Presidente Palma ha sottolineato che la situazione finanziaria complessiva della regione appare sostanzialmente regolare e solida.

Tuttavia, sono necessari accorgimenti mirati per garantire una gestione ottimale delle risorse e prevenire eventuali squilibri futuri.
La fragilità strutturale del sistema calabrese impone una riflessione profonda e un cambio di passo nella governance regionale, volto a promuovere la trasparenza, l’efficienza e la responsabilità.
La sfida per il futuro è quella di trasformare le potenzialità della regione in risultati concreti, a beneficio di tutta la comunità calabrese.

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