Calabria Sanità: Disavanzo da 118 milioni e allarme Corte Conti

La situazione finanziaria del sistema sanitario regionale in Calabria, esaminata dalla Corte dei Conti nel triennio 2022-2024, rivela un quadro complesso e persistentemente critico.

Il conto economico del quarto trimestre 2024 si chiude con un disavanzo significativo di 118,465 milioni di euro, un dato che riflette una difficoltà strutturale nel gestire le risorse e garantire la sostenibilità del servizio pubblico.

Questa analisi si inserisce in un monitoraggio più ampio, condotto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che verifica l’adempimento degli obblighi da parte delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo sanitario.
I Tavoli di verifica, istituiti a tale scopo, hanno espresso una valutazione negativa sulla performance del Piano di rientro per l’anno 2024, indicando una mancata osservanza degli obiettivi prefissati.
Nonostante la Regione Calabria abbia erogato al Servizio Sanitario Regionale (SSR) la quasi totalità delle risorse incassate dallo Stato, derivanti dalle imposte regionali e dagli stanziamenti interni, questo non ha risolto il problema di fondo.

La Corte dei Conti sottolinea un’incongruenza tra disponibilità finanziaria e capacità di tradurla in servizi sanitari efficienti e accessibili.

Un elemento di preoccupazione emerge dalla valutazione del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Sebbene si apprezzino gli interventi messi in atto dal Commissario ad acta, i Tavoli di verifica rilevano che l’area Distrettuale, cruciale per l’assistenza territoriale, presenta ancora un punteggio complessivo insufficiente.
L’area della Prevenzione, invece, risulta in linea con gli obiettivi di adempienza, mentre quella Ospedaliera mantiene un livello soddisfacente.

Questa disomogeneità evidenzia una carenza di equilibrio nella distribuzione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi.

La Corte dei Conti ha inoltre richiesto una dettagliata relazione sullo stato di adozione e approvazione dei bilanci degli enti sanitari, a partire dal 2013 fino al 2021.

Questa richiesta sottolinea un ritardo significativo nella gestione finanziaria e nella trasparenza amministrativa.

Viene inoltre stigmatizzato il mancato utilizzo delle risorse nazionali destinate al potenziamento dei LEA, risorse che rimangono inutilizzate e che avrebbero potuto migliorare l’offerta di servizi.
Un indicatore preoccupante è rappresentato dai tempi di pagamento.
Nel corso del 2024, il 44% dei pagamenti effettuati non ha rispettato i termini stabiliti, un dato in peggioramento rispetto al 41% dell’anno precedente.
Questa situazione compromette la capacità delle aziende sanitarie di mantenere relazioni sostenibili con i fornitori e di garantire la continuità dei servizi.

Particolarmente critici sono i ritardi registrati presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro (83%), l’Azienda ospedaliera di Cosenza (68%) e l’Asp di Crotone (64%).

Infine, la Corte dei Conti ribadisce l’urgenza di definire, per tutte le aziende sanitarie, piani dettagliati del fabbisogno di personale e piani assunzionali, a garanzia di una copertura adeguata di tutte le figure professionali necessarie per il corretto funzionamento del sistema sanitario regionale.
Questa necessità sottolinea una carenza di programmazione strategica e di gestione delle risorse umane che impatta negativamente sulla qualità dei servizi offerti alla collettività.

La situazione complessiva richiede interventi strutturali e tempestivi per evitare un ulteriore deterioramento del sistema sanitario regionale.

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