Il mondo ha perso una testimonianza preziosa con la scomparsa, all’età di 96 anni, di Eva Schloss a Londra.
Figura di straordinaria resilienza e portatrice di una memoria indelebile, Schloss ha dedicato la sua vita a educare le nuove generazioni sull’Olocausto, contribuendo in modo significativo alla costruzione di un futuro fondato sulla comprensione e sulla pace.
La sua storia personale è intrinsecamente legata a quella di Anna Frank, la cui famiglia, come la sua, fu perseguitata dal regime nazista.
La connessione tra le due ragazze, che si conobbero brevemente a Vienna prima della guerra, si è rivelata un filo sottile che lega due destini interrotti dalla barbarie.
Mentre Anna Frank trovò conforto e speranza nella scrittura del suo diario, Eva Schloss visse l’orrore della deportazione e della prigionia nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
La sua esperienza, raramente condivisa durante la sua giovinezza, è diventata successivamente un potente strumento di sensibilizzazione.
Eva Schloss comprese l’importanza cruciale di non permettere che l’oblio avvolgesse la tragedia dell’Olocausto.
Non si trattava solo di ricordare le vittime, ma anche di analizzare le cause profonde che permisero a tali atrocità di verificarsi.
La sua instancabile attività di educatrice non si limitò a semplici narrazioni di eventi storici.
Schloss stimolò il pensiero critico, incoraggiando i giovani a interrogarsi sui pericoli dell’intolleranza, del pregiudizio e del fanatismo.
Promosse attivamente il dialogo interculturale e interreligioso, ponendo l’accento sull’importanza del rispetto reciproco come fondamento di una società giusta e inclusiva.
Eva Schloss non fu solo una testimone del passato, ma anche una strenua sostenitrice di un futuro migliore.
La sua eredità risiede nella consapevolezza che la memoria non è un peso da portare, ma una luce che guida verso la comprensione e la prevenzione di futuri orrori.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo messaggio di speranza e di impegno civile continuerà a risuonare nelle coscienze di coloro che l’hanno conosciuta e che si ispirano al suo esempio.
La sua fondazione, erede del suo impegno, continuerà a portare avanti la sua missione, assicurando che la sua voce, e quella delle vittime dell’Olocausto, non siano mai dimenticate.

