La denuncia presentata al Ministero Pubblico e alla Polizia Postale di Bologna da Cineca, consorzio che ha curato la gestione dei test di ammissione a Medicina per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca, rivela un quadro preoccupante di tentativi di frode e disinformazione volti a compromettere l’integrità dei processi di valutazione.
L’indagine si sviluppa su due direttrici distinte, ma convergenti, che testimoniano una sistematica ricerca di vantaggi illeciti.
Il primo filone riguarda un’interminabile campagna di tentativi di phishing diretti a Cineca.
Attraverso sofisticate tecniche di ingegneria sociale, individui non identificati – presumibilmente collegati a gruppi organizzati – hanno cercato di carpire le domande d’esame, sfruttando la vulnerabilità umana, più che quella tecnologica.
Questi tentativi, documentati accuratamente, hanno mirato a convincere il personale tecnico di Cineca a divulgare informazioni riservate, fingendosi figure autorevoli o richiedendo accesso a dati sensibili.
Fortunatamente, grazie alla vigilanza e alla professionalità del team, questi “attacchi” sono stati respinuti, impedendo la compromissione del materiale d’esame.
Il secondo filone è altrettanto allarmante e si concentra sulla disseminazione di notizie false e fuorvianti.
Diversi studi legali, agendo in maniera coordinata, hanno deliberatamente diffuso narrazioni distorte sulla regolarità e l’equità dei test.
Queste campagne di disinformazione, veicolate attraverso canali online e offline, hanno tentato di minare la fiducia del pubblico nell’affidabilità dei processi di valutazione, alimentando sospetti e incertezza tra i candidati e le loro famiglie.
L’obiettivo, plausibile, era quello di creare un clima di insoddisfazione che potesse innescare contenziosi legali mirati a contestare i risultati e, potenzialmente, a favorire specifici interessi.
La denuncia di Cineca non solo evidenzia la gravità di questi atti, ma sottolinea anche la crescente sofisticazione delle tecniche utilizzate per manipolare e corrompere i sistemi di valutazione accademici.
La combinazione di attacchi informatici mirati e campagne di disinformazione orchestrate rappresenta una minaccia concreta all’integrità del sistema universitario, mettendo a rischio il valore del titolo di studio e la meritocrazia.
L’indagine in corso mira a identificare i responsabili di queste azioni, a ricostruire le dinamiche interne ai gruppi coinvolti e a prevenire il ripetersi di tali eventi, rafforzando al contempo le misure di sicurezza e di controllo del processo di valutazione.
La tutela dell’equità e della trasparenza dei test di ammissione a Medicina, e più in generale dei processi di valutazione accademica, è un imperativo imprescindibile per garantire il futuro del sistema educativo italiano.







