La maternità, un universo di emozioni, responsabilità e trasformazioni profonde, si presta raramente a un’esplorazione leggera.
Eppure, è proprio questo approccio inatteso a rendere prezioso il documentario “Tua Madre”, opera di Leonardo Malaguti che, sotto la sensibile guida produttiva di Wilma Labate, offre uno sguardo inedito e sorprendentemente umano.
Lungi dall’adesione a retoriche celebrative o giudicanti, il film si propone come un caleidoscopio di esperienze femminili, tessendo insieme narrazioni che abbracciano la gioia indescrivibile, i dubbi laceranti, le rinunce silenziose e le scelte consapevoli – o meno – che definiscono il percorso di una donna nel rapporto con la maternità.
“Tua Madre” non è un manuale, né una confessione pubblica.
È piuttosto un invito a una conversazione onesta e sfaccettata, un’occasione per decostruire le aspettative culturali e sociali che gravano sulle spalle delle madri.
Il documentario evita il pietismo, ma non elude la complessità: affronta temi delicati come l’infertilità, l’adozione, la maternità surrogata, e le difficoltà legate alla conciliazione tra vita professionale e familiare, con una sensibilità che invita alla comprensione e all’empatia.
L’umorismo, lungi dall’essere una derisione, funge da valvola di sfogo, da strumento per alleggerire il peso emotivo delle storie raccontate e per creare un legame di complicità con lo spettatore.
Permette di affrontare argomenti tabù, di rivelare fragilità e debolezze, e di celebrare la resilienza delle donne che, in modi diversi, si confrontano con il ruolo di madre.
Attraverso interviste toccanti, immagini intime e testimonianze autentiche, “Tua Madre” dipinge un ritratto sfaccettato della maternità contemporanea, offrendo spunti di riflessione non solo per le donne, ma per l’intera società.
Il film si pone come un’occasione per riconsiderare il significato di famiglia, per rivalutare il ruolo delle donne nella società e per promuovere un dialogo aperto e costruttivo su un tema così cruciale per il nostro tempo.
È un viaggio emozionante e illuminante, che ci invita a guardare la maternità con occhi nuovi, con un mix di rispetto, comprensione e, soprattutto, umanità.





