Nel panorama economico italiano, l’analisi del fenomeno dell’evasione fiscale rivela dinamiche complesse e in evoluzione.
Contrariamente a narrative più pessimistiche, dati recenti indicano un progressivo, sebbene non uniforme, contenimento di questo fenomeno nel biennio 2018-2021.
Si è osservata una significativa diminuzione degli importi evasi, con una riduzione complessiva che ha visto i valori scendere da circa 97 miliardi di euro nel 2017 a un livello stimato in 72 miliardi di euro per la sola componente fiscale nel 2021.
Ampliando l’analisi per includere anche l’evasione contributiva, la cifra totale si alza a oltre 82 miliardi, evidenziando la persistente criticità del mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Questa riduzione, quantificabile in una diminuzione di quasi 6 punti percentuali nel tasso di evasione rispetto al 2017, non deve essere interpretata come una completa eradicazione del problema, ma piuttosto come un segnale di miglioramento, probabilmente riconducibile all’insieme di fattori quali un rafforzamento dei controlli da parte dell’amministrazione finanziaria, l’implementazione di nuove tecnologie per la tracciabilità dei flussi finanziari, e forse, anche una crescente consapevolezza da parte dei contribuenti.
Tuttavia, è fondamentale analizzare il fenomeno con una lente più ampia.
La diminuzione dell’evasione fiscale, pur significativa, non annulla la sua incidenza sul sistema economico nazionale.
Una base imponibile ridotta implica una minore capacità di finanziare servizi pubblici essenziali come sanità, istruzione e infrastrutture, con ripercussioni negative sulla crescita e sulla coesione sociale.
Inoltre, la persistenza di un divario tra l’evasione fiscale e quella contributiva suggerisce che la lotta all’evasione non può limitarsi alla sola sfera del gettito fiscale.
È imprescindibile un impegno concertato per contrastare l’elusione e la sottrazione dei contributi previdenziali, che colpiscono in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione, prive di adeguate protezioni sociali.
L’analisi dettagliata dei dati, presentata da figure autorevoli come Giacomo Ricotti, capo del servizio fiscale di Bankitalia, durante l’indagine conoscitiva sulle misure di contrasto all’evasione fiscale, sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare che integri l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della compliance, l’educazione fiscale e una riforma del sistema tributario che lo renda più equo, trasparente e meno incentivante all’elusione.
Il futuro della crescita economica italiana dipende anche dalla capacità di ridurre il divario tra chi contribuisce e chi non lo fa, garantendo a tutti pari opportunità e responsabilità.






