Un’operazione di portata eccezionale ha inferto un colpo durissimo a una sofisticata organizzazione criminale radicata in Toscana e nell’Italia centrale, smantellata grazie a un’articolata indagine congiunta tra la Polizia di Stato e le forze locali.
Le quattordici misure cautelari eseguite simultaneamente a Firenze, Bologna, Pistoia, Prato, Arezzo e Terni, culminate nell’arresto di sedici individui, rivelano un sistema complesso e gerarchico dedito al traffico internazionale di stupefacenti, con ramificazioni che si estendono ben oltre il capoluogo toscano.
L’inchiesta, condotta sotto la direzione della Distrettuale Antimafia fiorentina, ha ricostruito un’associazione per delinquere aggravata dall’uso di armi, specializzata nella gestione di tutte le fasi della filiera dello spaccio: dall’approvvigionamento all’importazione, al trasporto, alla detenzione, fino alla cessione al dettaglio.
La rete criminale, caratterizzata da una rigorosa disciplina interna e da un’organizzazione meticolosa, si avvaleva di una struttura piramidale con ruoli ben definiti.
Al vertice, un cittadino tunisino di 41 anni, figura centrale nell’organizzazione e nel controllo del flusso di stupefacenti, affiancato dal suo braccio destro, un connazionale di 32 anni, responsabile di funzioni chiave operative.
L’associazione criminale, per garantire l’efficacia della propria attività illecita, ha reclutato persone con competenze diverse, distribuite in ruoli strategici: custodi per la conservazione della droga in appartamenti sicuri a Firenze, intermediari per la gestione dei contatti con i pusher e la clientela, e corrieri per il trasporto di ingenti quantitativi di stupefacenti.
Il sistema era progettato per massimizzare i profitti e minimizzare i rischi, con un forte controllo sulla qualità della merce e sulla lealtà dei collaboratori.
Un avvocato, sospettato di aver fornito assistenza illecita agli indagati, è stato sottoposto a misure cautelari con l’accusa di favoreggiamento personale, evidenziando la contaminazione di figure professionali nel tessuto criminale.
Al momento, quattro indagati risultano latitanti, ponendo ulteriori sfide alle forze dell’ordine.
Le indagini hanno permesso di sequestrare una quantità considerevole di sostanze stupefacenti: 22 kg di cocaina, 3,6 kg di hashish e ingenti somme di denaro contante, per un valore di 263.000 euro, provento diretto dell’attività illecita.
Il sequestro di una pistola Beretta con cinque colpi, di tre autoveicoli, di cui due equipaggiati con doppi fondi per occultare la droga, testimonia la capacità di reazione e la pericolosità dell’organizzazione.
Le indagini hanno inoltre svelato dinamiche interne violente, con episodi di rapina aggravata e tentato omicidio perpetrati per mantenere il controllo del territorio e punire coloro che osavano sfidare l’autorità dei vertici.
Questa spietata gestione del potere, insieme alla pretesa di monopolio sul mercato della droga fiorentina, ha evidenziato la gravità e l’impatto negativo dell’organizzazione sulla sicurezza pubblica.
L’operazione, che ha visto il coinvolgimento di numerosi uomini e donne delle forze dell’ordine, rappresenta un successo significativo nella lotta contro il narcotraffico e un segnale forte per la comunità, impegnata a contrastare ogni forma di criminalità organizzata.






