“Fatti più in là.
Storie e lotte queer in Toscana dal 1969 ad oggi” non è semplicemente una mostra, ma un’immersione cronologica e sensoriale nell’evoluzione dell’identità queer nella regione toscana.
Dal fermento del 1969, segnato dagli eventi di Stonewall, fino alle sfide e le conquiste del presente, l’esposizione, distribuita in tre sedi a Carrara – Secs, Teké Gallery e Civico5 – offre un mosaico complesso e stratificato di esperienze, rivendicazioni e creazioni artistiche.
A cura di Alice Zoe Bresciani, Bruno Casini, Eva Deste e Luca Locati Luciani, e arricchita dai testi di Riccardo Bulgarelli, la mostra trascende la mera documentazione storica.
Si configura come un’indagine antropologica sulla costruzione dell’identità, sull’elaborazione del trauma collettivo e sulla creazione di comunità resilienti in un contesto sociale spesso ostile.
Più di ottanta pannelli espositivi, un’ampia sezione multimediale e un insieme eterogeneo di opere d’arte – fotografie, installazioni, video – compongono il percorso, illuminando non solo le battaglie per il riconoscimento legale e i diritti civili, ma anche la vitalità culturale che ha alimentato e sostenuto il movimento queer.
L’esplorazione si estende dal panorama politico, con le lotte per l’approvazione di leggi a tutela delle persone LGBTQIA+, all’effervescenza del clubbing, considerato da molti un rifugio sicuro e un laboratorio di sperimentazione identitaria, fino alla forza della memoria, custodita e trasmessa attraverso testimonianze personali e archivi storici.
La mostra non si limita a ripercorrere il passato; mira a stimolare una riflessione sul presente, interrogando le nuove sfide che la comunità LGBTQIA+ si trova ad affrontare, come la lotta contro l’omotransfobia, la promozione dell’inclusione e la costruzione di un futuro più equo e giusto.
L’inclusione di testimonianze dirette e la valorizzazione delle espressioni artistiche, spesso marginalizzate, contribuiscono a restituire una narrazione più completa e autentica, che celebra la diversità e la resilienza della comunità queer toscana.
L’annuncio dell’allestimento a Firenze nel 2026 prefigura un ampliamento del dialogo e un coinvolgimento ancora più ampio del pubblico fiorentino e regionale.







