Un’opera d’arte cruciale per comprendere la storia economica e sociale del Medioevo pratese, il dipinto “Santo Vescovo in trono con donatori” di Lorenzo di Bicci, è al centro di un importante intervento di restauro, grazie al sostegno economico della Fondazione Cassa di risparmio di Prato.
L’opera, attualmente custodita all’Archivio di Stato di Prato, ritrae Francesco Datini, figura di spicco del commercio medievale pratese, e la sua consorte Margherita, una coppia che incarnò la potenza e l’influenza economica dell’epoca.
Il dipinto, per secoli rimasto nel silenzio della storia, è riemerso agli occhi del mondo solo nel 2008, inserito in un catalogo di una casa d’aste veneziana.
La sua storia è costellata di passaggi di proprietà, culminati con la sua acquisizione da parte dello Stato italiano nel 2013, in seguito a una dichiarazione di interesse culturale da parte del Ministero della Cultura.
La scelta di destinare l’opera all’Archivio di Stato di Prato, edificio che fu dimora stessa dei Datini e che conserva il loro ricco archivio documentario, sottolinea il legame intrinseco tra l’opera d’arte e il contesto storico-sociale che l’ha generata.
Questa collocazione strategica permette di avvicinare il pubblico e gli studiosi alla memoria vivente della città, offrendo un’esperienza di fruizione culturale unica e profondamente radicata nel territorio.
Il restauro, finanziato con un contributo di circa ventimila euro, si presenta come una sfida complessa.
L’opera è stata precedentemente sottoposta a un intervento invasivo all’inizio del XXI secolo, che ha provocato danni significativi, soprattutto nella porzione destra del dipinto.
Questa precedente operazione ha lasciato tracce evidenti di ridipinture estese, che oggi oscurano la visione originale e necessitano di essere attentamente analizzate e integrate nel processo di recupero.
Il lavoro è affidato a due esperti restauratori: la pratese Rossella Tesi, specializzata nella pittura, e il pistoiese Federico Tempesta, esperto nella conservazione e restauro di manufatti lignei, elementi che integrano l’opera.
L’intervento si propone non solo di stabilizzare lo stato di conservazione, ma anche di rivelare, per quanto possibile, l’aspetto originale del dipinto, recuperando la sua cromia e i dettagli perduti.
Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Prato, sottolinea l’importanza di questo intervento per la comunità, rimarcando come esso permetta di restituire al pubblico un patrimonio artistico fondamentale per la comprensione della storia pratese.
L’azione restaurativa è il risultato di una collaborazione sinergica, che coinvolge il direttore dell’Archivio di Stato, Leonardo Meoni, e la Soprintendenza per i beni artistici, garante del rispetto delle normative e della tutela del bene culturale.
Il progetto si configura, dunque, come un investimento nella memoria, un atto di amore verso la città e le sue radici storiche, un ponte tra passato e futuro.








