Michele Gai, custode di un secolo e cento anni di storia, celebra oggi l’undicesimo decennio di vita, un traguardo eccezionale che lo consacra come la persona più longeva della Liguria e uno dei primissimi d’Italia.
La sua esistenza, intessuta di esperienze e cambiamenti, incrocia il percorso del Novecento, offrendo uno spaccato unico sulla società italiana e sui suoi mutamenti.
Nato a Torino il 23 dicembre 1915, in un’epoca segnata da fermenti sociali e dall’imminente conflitto mondiale, Michele Gai ha saputo interpretare e affrontare le sfide del tempo.
La sua carriera professionale, inizialmente legata alla gestione di una tabaccheria e successivamente alla commerciabilità di generi alimentari, testimonia la sua capacità di adattamento e la sua tenacia nel creare opportunità.
Il trasferimento in Liguria, regione che ha saputo conquistare con la sua bellezza e il suo fascino, rappresenta una tappa fondamentale del suo percorso.
Qui, immerso in un paesaggio rigoglioso e in un contesto culturale vivace, ha trascorso gli anni della maturità, coltivando passioni e stringendo legami affettivi.
La pronipote Sara Grosso, custode della memoria familiare, sottolinea la ricchezza interiore del suo bisnonno, un uomo privo di eredi diretti, ma ricco di saggezza e di esperienze da condividere.
La sua longevità, apparentemente un dono del destino, è probabilmente il risultato di una combinazione di fattori genetici, stile di vita e resilienza psicologica.
L’età avanzata non ha però appannato il suo spirito vivace.
Michele Gai, con una lucidità sorprendente, continua a coltivare i suoi interessi: il gioco delle carte, l’aggiornamento sportivo attraverso la televisione, la sfida intellettuale del cruciverba e la lettura vorace, che lo ha quasi fatto esaurire le risorse della biblioteca della residenza “Quaglia” di Diano Castello.
Un dettaglio singolare e affascinante è la sua passione per la guida, mantenuta fino all’età di 104 anni, quando le restrizioni imposte dalla pandemia di Covid-19 lo hanno costretto a rinunciare a questa sua amata attività.
Un segno tangibile della sua indipendenza e del suo attaccamento alla vita.
Alle 15:00, la comunità di Diano Castello si riunirà nella casa di riposo per celebrare questo straordinario compleanno, un’occasione per onorare un uomo che ha attraversato un secolo di storia, incarnando i valori di resilienza, passione e amore per la vita.
La sua esistenza, un raro esempio di longevità e vitalità, rappresenta un patrimonio culturale e un’ispirazione per le generazioni future.

