Il crollo improvviso di una maestosa palma a Nervi, periferia di Genova, ha scosso la quiete pomeridiana.
L’incidente, fortunatamente evitato per un soffio da un passante, testimonia la subdola e devastante azione del punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus), un parassita esotico che sta insidiosamente erodendo il patrimonio arboreo del Mediterraneo.
L’evento non è un’anomalia, bensì un campanello d’allarme che sottolinea la crescente gravità dell’emergenza fitosanitaria.
Il punteruolo, originario del Sud-Est asiatico, si è diffuso rapidamente, sfruttando i canali commerciali e i cambiamenti climatici per colonizzare nuove aree.
La sua capacità di penetrare all’interno delle palme, scavando intricate gallerie nel tronco e nella testa, lo rende particolarmente insidioso.
La presenza di numerose larve, rinvenute sia all’interno della testa della palma crollata che sul terreno circostante, conferma l’estensione dell’infestazione.
La larva, alimentandosi del tessuto vegetale, compromette la capacità della pianta di veicolare acqua e nutrienti, indebolendola progressivamente.
Questo processo di degrado, spesso invisibile dall’esterno, porta a un deterioramento strutturale interno che rende la palma vulnerabile a crolli improvvisi e pericolosi.
Nonostante gli interventi di pulizia e i protocolli di monitoraggio periodico, messi in atto da enti come Aster, l’efficacia delle misure di controllo si rivela spesso limitata.
La difficoltà risiede nella natura clandestina dell’infestazione, che si sviluppa internamente, al riparo dagli occhi.
Il monitoraggio, basato prevalentemente su controlli visivi e trappole, può risultare insufficiente per intercettare le infestazioni in fase iniziale.
L’episodio di Nervi evidenzia la necessità di un approccio più integrato e proattivo nella gestione di questo parassita.
Strategie di controllo biologico, come l’utilizzo di predatori naturali o microrganismi antagonisti, e l’implementazione di tecniche di diagnostica avanzata, quali indagini fitopatologiche molecolari, potrebbero offrire soluzioni più efficaci e sostenibili.
Inoltre, è fondamentale sensibilizzare la popolazione e i professionisti del settore sull’importanza di una segnalazione tempestiva di eventuali sintomi sospetti, come la presenza di fori nel tronco o la caduta prematura delle foglie.
La collaborazione tra enti pubblici, istituzioni di ricerca e cittadini è cruciale per proteggere il patrimonio arboreo, preservando la bellezza e la funzionalità degli ambienti urbani e naturali.
Il costo, in termini economici e paesaggistici, del mancato intervento è incalcolabile.






