Il cuore di Genova palpita di un’affluenza inusuale, segnando l’inizio dei saldi invernali liguri, ufficialmente in corso fino al 16 febbraio.
Tuttavia, il fervore commerciale convive con una persistente richiesta di revisione, avanzata da Fismo Confesercenti, che sollecita un ulteriore rinvio della data.
Il primo giorno di saldi, pur registrando un notevole incremento di frequentazione, rivela dinamiche complesse che mettono in discussione l’efficacia di questa iniziativa nel suo formato attuale.
Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti Genova, descrive una giornata promettente, ma sottolinea come l’afflusso di persone non sia direttamente riconducibile alle promozioni.
Il fattore determinante, a suo dire, è stata la combinazione di un clima rigido, che ha richiamato i genovesi a frequentare il centro, e la presenza di un turismo residuo, ancora attivo dopo le festività natalizie.
Questa compresenza ha generato un’apparente vitalità commerciale che, però, maschera una realtà più articolata.
L’anticipazione della data, originariamente pensata per capitalizzare sul flusso turistico post-festivo, ha infatti generato un effetto distorsivo.
Se da un lato il centro storico ha beneficiato di una maggiore affluenza, dall’altro quartieri periferici hanno subito un repentino spopolamento, con molti residenti genovesi che hanno scelto di trascorrere le vacanze fuori porta.
Questo squilibrio territoriale rappresenta una problematica significativa che merita un’attenta considerazione.
La peculiarità della giornata, caratterizzata da basse temperature e assortimenti ancora completi nei negozi, ha paradossalmente permesso alle attività commerciali di operare positivamente anche senza l’ausilio dei saldi.
Questa constatazione solleva interrogativi sulla reale necessità di questa iniziativa per stimolare il commercio, suggerendo che l’effetto trainante promesso non si è concretizzato.
La stessa popolarità del primo giorno di saldi, quindi, sembra corroborare la tesi di Fismo Confesercenti: spostare la data dei saldi a fine stagione, in un momento di maggiore difficoltà per il settore, potrebbe rappresentare una strategia più efficace per fornire un reale impulso agli acquisti, offrendo ai consumatori un’occasione concreta e ai commercianti un sostegno significativo.
Si tratta di un dibattito aperto che riflette le complesse sfide che il commercio ligure si trova ad affrontare, alla ricerca di un equilibrio tra opportunità e sostenibilità.






