Allarme Pd ligure: escalation USA in Venezuela, no alla forza

La recente escalation militare statunitense nei confronti del Venezuela ha suscitato profonda preoccupazione nel Partito Democratico ligure, che si esprime con fermezza contro l’utilizzo della forza come strumento di politica estera.
Davide Natale, segretario regionale, affiancato dai vertici delle federazioni provinciali e la responsabile Esteri Margherita Mereto Bosso, condannano un’azione che mina la stabilità globale e ignora i principi fondamentali del diritto internazionale.
L’attualità venezuelana, purtroppo, si inserisce in un quadro internazionale segnato da conflitti diretti e indiretti, da una proliferazione di zone di instabilità che rischiano di riportare il mondo a dinamiche di spartizione imperialista.
Non si tratta di un isolato evento, ma di un sintomo di una crisi più profonda: la prevalenza di logiche di potenza che subordinano il rispetto della sovranità nazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
L’uso arbitrario della forza, mascherato da operazioni speciali o da presunti interventi a favore della democrazia, non fa altro che alimentare il caos e soffocare le possibilità di un dialogo costruttivo.

Il Partito Democratico ligure ribadisce con chiarezza che la democrazia non può essere imposta con la forza, né lo stato di diritto può fondarsi sulla prevaricazione di una potenza dominante.
L’imposizione unilaterale di modelli politici o economici, il ricorso a sanzioni punitive che colpiscono indiscriminatamente la popolazione civile, sono atti di aggressione che violano i principi cardine del diritto internazionale e compromettono la sicurezza collettiva.

È imperativo riaffermare il ruolo centrale della politica come strumento di mediazione e di cooperazione, promuovendo un nuovo paradigma di relazioni internazionali basato sulla solidarietà, sul rispetto reciproco e sulla promozione dello sviluppo sostenibile.

L’Europa, in particolare, è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano in questo processo, abbandonando le obsolete logiche di equilibrio di potere e impegnandosi a favore di un ordine multilaterale che ponga al centro i diritti umani, la giustizia sociale e la protezione dell’ambiente.

La corsa armata, alimentata dalla paura e dalla competizione, rappresenta una minaccia esistenziale per l’umanità.

È necessario disarmare non solo le armi di distruzione di massa, ma anche i discorsi dell’odio, le narrazioni polarizzanti e le pratiche economiche predatorie che alimentano i conflitti.
Solo attraverso un impegno collettivo, basato sulla trasparenza, il dialogo e la cooperazione, sarà possibile costruire un futuro di pace e prosperità per tutti.
La soluzione ai problemi globali non può essere trovata in una nuova guerra, ma in una rinnovata capacità di costruire ponti e promuovere il progresso umano.
Il silenzio delle armi deve essere accompagnato dal rumore di una diplomazia inclusiva e dalla voce dei popoli che aspirano alla libertà e alla giustizia.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap