La fiera internazionale dei prodotti agroalimentari, già una delle più grandi manifestazioni del settore in Italia e nel mondo, si preparava a ospitire centomila visitatori, tra i quali oltre 12mila studenti provenienti da scuole e università di tutto il territorio nazionale. La sua presenza sarebbe stata determinante per comprendere le esigenze e gli obiettivi delle giovani generazioni che hanno già iniziato a occuparsi concretamente della loro futura carriera, cercando di inserirsi nel mercato del lavoro da subito. Oltre alle associazioni di categoria e ai dibattiti organizzati su temi come innovazione ed eccellenze locali per il successo dei prodotti agroalimentari in uscita verso l’Europa, gli Stati Uniti d’America e altri Paesi importanti, si era respirato un clima di forte nervosismo, soprattutto quando si pensa che è vicino la data fatidica del 2 aprile, giorno nel quale negli States Trump ha minacciato di imporre dazi sulla manifattura italiana. Di conseguenza i commercianti e produttori agroalimentari locali, hanno poca speranza sul loro destino per il 2024, in quanto già adesso sfiorano i settanta miliardi in termini di valore dei prodotti italo-agricoli esportati, con grande impatto sulla produzione.
La fiera internazionale agroalimentare italiana allarme a causa minacce Trump
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