Sciopero trasporti: allarme per le aree interne dell’Abruzzo

La giornata dello sciopero regionale dei trasporti si configura come un campanello d’allarme, un momento di riflessione urgente sul delicato equilibrio tra servizi pubblici essenziali e logiche di efficientamento economico.
Il sindaco di Navelli, Paolo Federico, solleva un problema strutturale, un conflitto tra le dichiarazioni di impegno verso le aree interne dell’Abruzzo e le scelte operative che, di fatto, le svantaggiano, acuendo il rischio di spopolamento.

La questione, che ruota attorno all’affidamento a privati di undici corse della Tua (Trasporti Utili Abruzzesi), non è un caso isolato, ma un sintomo di un disagio più profondo: la progressiva erosione del ruolo dello Stato nella garanzia di servizi vitali per le comunità marginali.

L’interesse economico, pur legittimo, non può giustificare un’imposizione che ignora le reali esigenze del territorio e le conseguenze sociali che ne derivano.
Federico evidenzia come l’annuncio di questa iniziativa, apparentemente volta a ottimizzare le risorse, sia stato preceduto da un tentativo di dialogo con l’assessore regionale Roberto Santangelo, volto a costituire un tavolo di confronto che ne valutasse attentamente l’impatto sulle aree interne.

La mancanza di riscontro a questa richiesta, così come il silenzio ricevuto in seguito all’invito rivolto al presidente della Tua, Gabriele De Angelis, di sospendere in autotutela il procedimento di affidamento, denota una distanza preoccupante tra la volontà politica e l’azione concreta.

La polemica del sindaco non si limita alla sua persona, ma si estende a tutti coloro che vivono e lavorano in quei territori.

Si tratta di autisti, famiglie, altri sindaci che hanno condiviso una missiva di protesta, tutti accomunati dalla paura di dover abbandonare le proprie case, le proprie radici, a causa di una scelta che rischia di compromettere la continuità dei servizi e la vitalità delle comunità.
La consigliera regionale Carla Mannetti, con una precisa iniziativa formale, ha portato la questione in arena politica, richiedendo un focus specifico sulla gestione del trasporto pubblico locale e sulle dinamiche di privatizzazione all’interno della Seconda Commissione consiliare.

Questa mossa testimonia una crescente consapevolezza del problema e una volontà di innescare un dibattito pubblico approfondito.
Federico conclude con un appello chiaro: è tempo di invertire la rotta, di riconoscere che l’efficienza economica non può essere perseguita a discapito del benessere sociale e della coesione territoriale.

Le aree interne non sono un peso da alleggerire, ma un patrimonio da tutelare, un tessuto connettivo essenziale per l’identità e lo sviluppo dell’Abruzzo.
La soluzione non risiede nella privatizzazione indiscriminata, ma in un modello di trasporto pubblico che sia al servizio della comunità, sostenibile economicamente e socialmente, e capace di garantire la continuità dei legami territoriali e la vitalità delle aree più fragili.

È necessario un cambio di paradigma, un nuovo approccio che ponga al centro le persone e il territorio, non il profitto immediato.

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