Marco Di Donato ha ricevuto una condanna di sei anni per il suo coinvolgimento in un caso legale noto come Geenna.

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La sentenza è stata confermata nel processo d’appello, Filice dovrà scontare la pena di 2 anni e 4 mesi.

Durante il processo d’appello-bis sul rito abbreviato di Geenna, la Corte d’appello di Torino ha emesso una sentenza che ha ridotto la pena inflitta a Marco Fabrizio Di Donato da 9 a 6 anni di reclusione. Di Donato, considerato un esponente di spicco della ‘ndrangheta locale di Aosta, è stato coinvolto in varie accuse tra cui tentata estorsione e violazione della normativa sulle armi. Salvatore Filice è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per le stesse accuse.Tuttavia, i giudici hanno assolto Marco Fabrizio Di Donato dalle accuse di voto di scambio politico mafioso riguardanti l’elezione di Monica Carcea al Consiglio comunale di Saint-Pierre e dall’accusa di estorsione per i lavori al ristorante ‘La Grotta azzurra’ ad Aosta. L’avvocato difensore, Demetrio La Cava, si è detto soddisfatto della sentenza e attende ora le motivazioni ufficiali.In passato, la Corte di Cassazione aveva annullato e rinviato solo alcuni capi d’imputazione nei confronti sia di Di Donato che di Filice. La condanna per associazione mafiosa nei confronti del primo era stata confermata definitivamente.Oltre ai due imputati principali, l’esistenza di una locale ‘ndrangheta operante ad Aosta era stata confermata anche per gli altri 11 imputati coinvolti nel caso.Il sostituto procuratore generale Marcello Tatangelo aveva richiesto una pena più pesante per Di Donato durante l’appello-bis, mentre chiedeva la conferma della condanna per Filice. Gli avvocati difensori erano Gianfranco Sapia ed Elena Corgnier.La complessa vicenda giudiziaria ha evidenziato il coinvolgimento della criminalità organizzata in ambito locale e l’importanza delle indagini e dei procedimenti legali nel contrastare tali fenomeni criminali.

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