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Emergenza Niguarda: 11 ustionati svizzeri tra vita e dolore.

Il reparto di terapia intensiva e il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano si trovano a fronteggiare una sfida medica di straordinaria complessità, accogliendo undici pazienti provenienti da Crans-Montana, tragicamente feriti in un incidente.
La gravità della situazione è sottolineata dalla distribuzione dei ricoverati: cinque sono assistiti dal team specializzato nel trattamento delle ustioni estese, mentre i restanti sei sono monitorati nella terapia intensiva, con tre pazienti che versano in condizioni critiche e che richiedono un supporto vitale continuo.
Secondo il Dottor Giampaolo Casella, Direttore di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale, le prossime settimane rappresenteranno un periodo cruciale, una “battaglia” per la sopravvivenza e il recupero di questi individui.

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La natura delle lesioni, estese e pervasive, aggrava ulteriormente la delicatezza del quadro clinico.
L’incendio non ha lasciato inalterate solo le superfici corporee, ma ha causato un significativo danno respiratorio derivante dall’inalazione di fumi tossici, un fattore che complica notevolmente la gestione del trauma.

La terapia immediata si è rivelata essenziale: sei pazienti hanno subito interventi chirurgici d’urgenza, due sono stati operati in un secondo momento e due sono attualmente in sala operatoria, coinvolti in procedure delicate e complesse volte a debridement dei tessuti danneggiati, innesti cutanei e supporto funzionale degli organi interni compromessi.
Si prevede una cascata di complicanze secondarie, quali infezioni, disidratazione severa, insufficienza respiratoria e squilibri metabolici, che richiederanno un approccio multidisciplinare e una gestione intensiva protratta nel tempo.

Il team medico, composto da chirurghi plastici, anestesisti, intensivisti, infermieri specializzati e fisioterapisti, sta lavorando incessantemente per stabilizzare i pazienti, mitigare il dolore e prevenire ulteriori danni.
La prognosi rimane incerta e la riabilitazione, una volta stabilizzata la fase acuta, sarà lunga e impegnativa, richiedendo un supporto psicologico significativo per i pazienti e le loro famiglie, al fine di affrontare il trauma fisico ed emotivo subito.
La gestione di ustioni di questa portata richiede un’organizzazione logistica complessa, con la necessità di coordinare risorse umane e materiali, inclusi farmaci, dispositivi medici e sangue, per assicurare la continuità delle cure.

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