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Frattura con La Russa: Accuse infondate hanno distrutto un’amicizia ventennale

Il rapporto con Ignazio La Russa, durato vent’anni e intessuto di una profonda amicizia che si era estesa fino a coinvolgere le nostre rispettive famiglie, si è bruscamente interrotto a seguito delle accuse infondate che lo hanno visto sospettare il mio coinvolgimento in questo procedimento giudiziario.

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La Russa, erroneamente convinto che io abbia fornito informazioni riservate alla stampa riguardo a suo figlio, ha subito una radicale inversione di rotta, segnando una dolorosa frattura nel nostro legame.
Voglio chiarire con assoluta fermezza che non ho mai agito in modo pregiudizievole nei confronti né di lui né del figlio.
Questa affermazione è stata resa esplicita in un interrogatorio formale, svoltosi di recente dinanzi ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e della Direzione Nazionale Antimafia, un’occasione in cui ho potuto contrastare le sue convinzioni e ribadire la mia totale estraneità alle accuse mosse.
Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano e precedentemente titolare dell’agenzia investigativa Equalize, ha espresso profondo rammarico per questa improvvisa rottura, sottolineando l’assenza di qualsivoglia motivo per un simile allontanamento.

Il verbale dell’interrogatorio, che ricostruisce oltre dieci ore di deposizione, rivela l’esistenza di ricerche, emerse dagli atti dell’inchiesta, relative al Presidente del Senato e ai suoi figli, Geronimo e Leonardo.

Pazzali ha ripercorso il primo incontro con La Russa, avvenuto il 19 maggio 2023, in seguito alla sua elezione, un momento in cui era stata pianificata una cena conviviale con le rispettive famiglie, affiancati da Attilio Fontana.
Contestualmente a quell’incontro, secondo la testimonianza di Pazzali, personale di Mercury, in collaborazione con Equalize, stava conducendo test sulla piattaforma Beyond, un sofisticato aggregatore di dati.

In quella circostanza, avrei richiesto l’inserimento di alcuni nominativi, tra cui quelli dei figli La Russa e del Presidente del Senato stesso, motivata dalla necessità di classificare il Presidente come “persona esposta politicamente” e quindi potenzialmente vulnerabile a specifiche minacce.

Nel corso del lungo interrogatorio, Pazzali ha ribadito con enfasi la sua totale ignoranza riguardo all’utilizzo, da parte di Carmine Gallo, l’ex poliziotto deceduto, e Nunzio Samuele Calamucci, esperto informatico, di accessi abusivi a banche dati sensibili.
L’ex manager ha fornito dettagliate risposte a numerose domande relative ai suoi rapporti con figure di spicco appartenenti a istituzioni, tribunali e forze dell’ordine, delineando una complessa rete di interazioni professionali e sottolineando la sua profonda preoccupazione per le implicazioni legali e morali che questa vicenda ha generato.
Il danno alla reputazione, oltre al dolore personale, è una conseguenza ineludibile di questa situazione, aggravata dall’errata percezione delle mie intenzioni da parte di chi mi ha conosciuto per anni.

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