Nel cuore pulsante delle Alpi, tra i paesaggi mozzafiato della Valle di Fraele, a cavallo tra Livigno e Bormio, si è aperta una finestra eccezionale sul lontano Triassico.
La scoperta di migliaia di impronte di dinosauri, le prime documentate in Lombardia, rappresenta un evento di portata scientifica e culturale di inestimabile valore, un’inattesa sinergia tra geologia, paleontologia e storia delle Olimpiadi Invernali.
Queste orme, fissate per sempre nella roccia, testimoniano un ecosistema scomparso da oltre 200 milioni di anni, quando l’area che oggi è il cuore delle Alpi era immersa in un ambiente di piana costiera, dominato da acque poco profonde e vegetazione lussureggiante.
Le impronte, che rivelano la presenza di diverse specie di sauropodi, teropodi e altri rettili preistorici, offrono un quadro inedito della fauna che popolava queste terre primordiali, offrendo agli studiosi l’opportunità di ricostruire abitudini, dimensioni e interazioni tra queste creature straordinarie.
La scoperta, presentata ufficialmente a Palazzo Lombardia nell’ambito dell’iniziativa “Triassic Park”, assume un significato particolare nel contesto delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, elevando il territorio lombardo a custode di un patrimonio unico al mondo.
La regione non si limita a ospitare eventi sportivi di rilevanza internazionale, ma si conferma scrigno di testimonianze storiche di ineguibile fascino.
Il ritrovamento si colloca in un contesto più ampio di scoperte recenti che arricchiscono il patrimonio culturale lombardo.
L’anno scorso, la Valtellina ha rivelato le incisioni rupestri più alte d’Europa, segni incisi su roccia ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero, databili alla media età del Bronzo, offrendo uno sguardo sulle attività e la creatività dei primi abitanti di queste terre.
Queste incisioni, come le nuove impronte di dinosauri, rimarcano l’importanza del territorio come crocevia di storie millenarie, dalla preistoria ai giorni nostri.
L’iniziativa di rendere questo sito paleontologico accessibile agli studenti delle scuole, promossa con entusiasmo dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, è fondamentale per sensibilizzare le nuove generazioni all’importanza della conservazione del patrimonio naturale e culturale.
Trasformare queste orme preistoriche in un luogo di apprendimento e meraviglia rappresenta un investimento nel futuro, un modo per tramandare la passione per la scienza e la storia.
L’occhio attento del fotografo Elio Della Ferrera, impegnato in un’escursione alla ricerca di cervi, ha catturato il primo indizio di questa straordinaria scoperta.
Un riconoscimento a lui e al suo team, espresso dal presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, che ha sottolineato la portata simbolica di questo evento, quasi un “pubblicitario” naturale e inatteso per le Olimpiadi.
La scoperta non è solo un regalo per le Olimpiadi, ma un invito a esplorare le profondità del tempo e a celebrare la straordinaria ricchezza del nostro pianeta.




