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Saldi a Milano: spesa media 390€, sfide per il retail.

Secondo le proiezioni di Confcommercio Milano, l’imminente stagione dei saldi nella città metropolitana di Milano delineerà un quadro di spesa familiare media di 390 euro, con una media pro-capite di 160 euro.

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Questo dato, seppur indicativo, si inserisce in un contesto di trasformazioni profonde per il settore retail, segnato da dinamiche complesse e in continua evoluzione.

L’importanza dei saldi, in particolare quelli invernali, tradizionalmente cruciali per il commercio al dettaglio, viene mediata dall’effetto di una proliferazione di iniziative promozionali anticipate.

Questa diluizione del valore promozionale, con un incremento di offerte a breve termine, rischia di frammentare l’attenzione del consumatore e di ridurre l’impatto economico di eventi specifici come il Black Friday.
Si auspica, in tal senso, un ritorno ad una concezione più rigorosa del Black Friday, inteso come un’occasione eccezionale e a tempo limitato, capace di generare un vero e proprio picco di domanda.
Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano e vicepresidente vicario di Federmoda Milano, sottolinea il contributo stimato dei visitatori e dei turisti, elementi vitali per il dinamismo del commercio milanese.

Tuttavia, l’impatto delle nuove modalità di vendita, sia offline che online, non può essere trascurato.

L’utilizzo di database aziendali per offerte mirate alla clientela fidelizzata, se da un lato ottimizza le strategie di marketing, dall’altro solleva questioni relative alla privacy e all’etica della comunicazione personalizzata.
Parallelamente, la pressione esercitata dall’”ultra fast fashion” online, caratterizzato da cicli di produzione e consumo accelerati e da prezzi estremamente competitivi, continua a rimodellare il comportamento d’acquisto.

Sebbene i volumi di vendita online abbiano subito un certo ridimensionamento rispetto all’impennata registrata durante la pandemia di Covid-19, la competizione digitale rimane un fattore determinante per il successo delle imprese.

Un elemento chiave che emerge è il valore intrinseco dell’esperienza d’acquisto in negozio.
La possibilità di osservare e provare i capi di persona, l’interazione diretta con il personale di vendita, la garanzia di qualità e l’attenzione personalizzata rappresentano un vantaggio competitivo cruciale.
L’acquisto consapevole, guidato dalla percezione del valore e dalla fiducia nel marchio, si contrappone all’impulso all’acquisto rapido e privo di riflessione che spesso caratterizza l’e-commerce.
Questa tendenza rafforza l’importanza di un approccio al retail che valorizzi l’artigianalità, la cura del dettaglio e la creazione di un legame emotivo con il cliente, elementi che difficilmente possono essere replicati da un ambiente virtuale.

La sfida per il futuro del commercio sarà quindi quella di integrare in modo efficace le opportunità offerte dal digitale con la riscoperta del valore dell’esperienza fisica, creando un ecosistema retail resiliente e orientato al cliente.

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