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Urbanistica Milano: Fontana difende il modello di sviluppo lombardo.

L’indagine in corso sull’urbanistica milanese trascende la mera questione procedurale, configurandosi come una sfida al paradigma di sviluppo che ha plasmato la città e l’intera regione Lombardia.

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Questa affermazione, pronunciata dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, evidenzia una percezione di attacco non a un singolo processo amministrativo, bensì a un modello di crescita territoriale che, a suo dire, ha dimostrato efficacia e desiderabilità.

La retorica utilizzata suggerisce una difesa a priori, una protezione di un *status quo* che si percepisce minacciato.
L’assenza di commenti diretti sulla presunta esistenza di irregolarità o illeciti – “Io non entro nel merito” – è significativa.

L’enfasi è spostata dalla valutazione della correttezza delle azioni specifiche alla salvaguardia del modello complessivo, suggerendo che la critica, in realtà, punta a delegittimare una visione di sviluppo che si è consolidata nel tempo.
Questo modello, sebbene possa aver generato risultati positivi in termini di crescita economica e sviluppo infrastrutturale, è plausibile che abbia anche prodotto effetti collaterali, come la speculazione edilizia, la gentrificazione, la frammentazione del tessuto sociale e la pressione ambientale.
L’affermazione di Fontana implica che la discussione sull’urbanistica milanese non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla conformità alle normative, ma dovrebbe affrontare interrogativi più ampi riguardo alle priorità di sviluppo, alla distribuzione dei benefici e all’impatto sulle comunità locali.

La volontà di “penalizzare” il modello, come affermato, può riflettere un crescente dissenso verso le scelte urbanistiche compiute, e una richiesta di cambiamento che, evidentemente, non è percepita come tale da chi detiene il potere decisionale.
La questione non è quindi solo quella di accertare eventuali illeciti, ma anche quella di definire un nuovo paradigma di sviluppo urbano che sia più equo, sostenibile e inclusivo, un modello che tenga conto delle esigenze di tutte le componenti della società e che rispetti i limiti ambientali del territorio.
In definitiva, l’indagine sull’urbanistica milanese si rivela un termometro delle tensioni e delle contraddizioni che attraversano la regione Lombardia, e pone interrogativi fondamentali sul futuro della città e del territorio.

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