L’eccellenza italiana nella produzione vetraria, un primato continentale innegabile, coesiste con una lacuna formativa strategica: l’assenza di percorsi accademici specializzati, una caratteristica distintiva rispetto a realtà come la Germania, che investe in corsi di laurea dedicati.
Questa disparità, sottolineata da Nicola Favaro, direttore della Stazione Sperimentale del Vetro, durante la recente edizione di Vitrum a Milano, rappresenta un freno allo sviluppo di un settore cruciale per l’economia nazionale.
La proposta di introdurre master post-laurea appare, in questo contesto, non solo auspicabile, ma imprescindibile per colmare un divario che limita il potenziale di crescita.
Vitrum, la più importante rassegna internazionale dedicata alle tecnologie e alle attrezzature per la lavorazione del vetro, si conferma un punto di riferimento globale, attirando 200 espositori, un terzo dei quali provenienti dall’estero.
L’evento non si limita a essere una vetrina commerciale, ma offre un’occasione di confronto e aggiornamento professionale attraverso incontri tematici e masterclass, sebbene la formazione sul campo, spesso prioritaria per le aziende focalizzate sulla produttività, rimanga una realtà consolidata.
La Stazione Sperimentale del Vetro, con sede e attività di ricerca a Murano-Venezia dal 1956, osserva con interesse una crescente partecipazione a queste iniziative.
L’edizione numero 24 di Vitrum, guidata dalla general manager Lucia Masutti, ambisce a trasformarsi in una piattaforma ancora più robusta per la formazione e la condivisione di conoscenze.
Le richieste provenienti dal mondo industriale si concentrano su tre direttrici fondamentali: internazionalizzazione dei mercati, incessante innovazione tecnologica e supporto alla transizione verso pratiche più sostenibili.
Tuttavia, a emergere con maggiore urgenza è il bisogno impellente di formare figure professionali qualificate, favorendo un effettivo trasferimento di competenze e rendendo il settore della manifattura vetraria più attrattivo per le nuove generazioni, un fattore chiave per la sua sopravvivenza e prosperità nel lungo periodo.
La presenza di Ma.
de, il centro di competenza del Politecnico di Milano, sottolinea ulteriormente l’importanza di integrare nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, la robotica e sistemi avanzati di manutenzione all’interno dei processi produttivi.
L’attenzione si focalizza sull’evoluzione delle professioni e sulle nuove opportunità lavorative generate da questa convergenza tra industria vetraria e tecnologie all’avanguardia.
La sfida è quella di formare tecnici e ingegneri in grado di interpretare e gestire queste trasformazioni, garantendo al contempo la continuità del sapere artigianale e della tradizione vetraria italiana, patrimonio culturale di inestimabile valore.
In sintesi, Vitrum non è solo una fiera, ma un vero e proprio osservatorio sul futuro del vetro.





