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Mercosur in crisi: Lula minaccia di ritirare la firma con l’UE.

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Le recenti vicende che hanno portato alla riprogrammazione del vertice del Mercosur, inizialmente previsto per il 2 dicembre e poi posticipato al 20, riflettono una profonda incertezza e un crescente scontento all’interno del blocco sudamericano.
La decisione di Bruxelles di richiedere il rinvio, apparentemente volta a facilitare la firma dell’accordo commerciale con l’Unione Europea, si è rivelata un catalizzatore di tensioni latenti, culminando nelle dure dichiarazioni del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.
Lula, con un’esplicita frustrazione palpabile, ha espresso il timore che, a causa di questa indecisione, il Brasile possa rinunciare alla firma dell’accordo durante il suo mandato.
La sua affermazione sottolinea una critica di lunga data: un’attesa protrattasi per ben 26 anni, un lasso di tempo che testimonia la complessità e le resistenze intrinseche al processo negoziale.

Il presidente ha sollevato un interrogativo cruciale: l’accordo, nella sua forma attuale, favorisce prevalentemente l’Europa, ponendo in discussione la reale equità del beneficio reciproco per il Mercosur.

Le ragioni dell’ostilità dimostrata da Francia e Italia, citate da Lula, rimangono oscure, alimentando un senso di incomprensione e sospetto.

Il presidente brasiliano ha enfatizzato il compromesso significativo che Brasile e Mercosur hanno già compiuto, esprimendo implicitamente il sentirsi in una posizione di concessioni illimitate.
La polemica assume una dimensione geopolitica più ampia.

Lula ha lanciato un vigoroso appello alla salvaguardia del multilateralismo, un principio fondamentale in un contesto internazionale segnato dalla crescente propensione all’unilateralismo, incarnata dalla politica estera statunitense.
La firma di un accordo che unirebbe 722 milioni di persone, rappresentando una vasta area economica e culturale, costituisce un atto simbolico di resistenza contro le tendenze divisive e protezionistiche che minacciano la cooperazione internazionale.
L’accordo, quindi, non è solamente una questione commerciale, ma un baluardo a difesa di un modello di relazioni internazionali basato sul dialogo, la reciprocità e la condivisione di interessi.

La posta in gioco è la capacità del Mercosur di affermare il proprio ruolo come attore rilevante nello scacchiere globale, promuovendo uno sviluppo sostenibile e inclusivo per tutti i suoi membri.

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