Un gesto di solidarietà che incrocia la forza della narrazione: le autrici del volume “Storie del passato, voci del presente” hanno devoluto i ricavi della pubblicazione al canile Le Code d’Oro, un’oasi di speranza per animali abbandonati situata ad Acerra, in provincia di Napoli.
L’iniziativa, un esempio tangibile di come la cultura possa supportare cause meritevoli, ha visto la partecipazione diretta di Magda Mancuso, Antonietta Sorrentino e Michela Mortella, che hanno personalmente consegnato il contributo all’associazione guidata dal presidente Luigi Cerciello e dal suo direttivo.
Le Code d’Oro, da anni impegnate nel salvataggio, nella riabilitazione e nella cura di cani e gatti randagi, rappresenta un punto di riferimento cruciale per la comunità locale, un baluardo contro l’indifferenza e l’abbandono.
L’incontro tra le autrici e i membri dell’associazione ha offerto uno sguardo privilegiato sulla realtà del rifugio: un luogo animato dai giochi e dalle speranze dei suoi ospiti a quattro zampe, un microcosmo di resilienza che commuove e ispira.
La donazione, pur essendo un contributo limitato in termini assoluti, si configura come un atto di profonda sensibilità e un monito a non dimenticare coloro che, privi di voce e di protezione, dipendono dall’impegno umano.
Le autrici hanno espresso la speranza che questa iniziativa possa stimolare una maggiore consapevolezza verso la tutela degli animali vulnerabili, promuovendo una cultura di responsabilità e compassione.
L’associazione Le Code d’Oro ha espresso un sentito ringraziamento per questo gesto concreto, sottolineando come il sostegno di persone sensibili e di iniziative culturali siano essenziali per garantire la continuità dell’assistenza e dell’accoglienza rivolta agli animali in difficoltà.
L’evento si pone come un modello virtuoso, dimostrando come la collaborazione tra il mondo della cultura e le realtà del non-profit possa generare un impatto positivo sulla società, offrendo una speranza concreta per il benessere degli animali abbandonati e incentivando un cambiamento culturale verso una maggiore responsabilità verso le creature più deboli.
Il futuro di questi animali, così come il loro presente, è strettamente legato alla sensibilità e all’impegno di persone come quelle che compongono l’associazione e le autrici del volume, veri e propri custodi di un patrimonio di umanità.

