Napoli, medico salva un paziente: un atto di straordinaria dedizione.

Nel giorno del suo settantesimo compleanno, la dottoressa Mariarosaria Sestito, medico di medicina generale a Napoli, ha incarnato un esempio sublime di dedizione clinica e responsabilità umana, salvando la vita di un suo assistito.

Un episodio che solleva interrogativi fondamentali sul futuro della medicina territoriale e sul ruolo imprescindibile del medico di famiglia.

La dottoressa Sestito, che aveva richiesto e attende una risposta formale per poter continuare il suo servizio oltre l’età pensionabile, si è trovata a gestire una situazione critica.
Il paziente, affetto da patologie preesistenti – diabete e tabagismo – e precedentemente visitato a domicilio il 5 gennaio, aveva manifestato un progressivo deterioramento delle condizioni respiratorie.

Inizialmente, la valutazione clinica aveva suggerito una broncopolmonite, con l’avvio di una terapia specifica e la prescrizione di esami diagnostici, inclusa una radiografia toracica che, inizialmente, non aveva evidenziato anomalie significative.

Il successivo contatto del paziente, post-Epifania, segnalava un peggioramento acuto.

La visita domiciliare urgente ha rivelato una saturazione ematica a livelli critici (74%), un dato che compromette seriamente la perfusione degli organi vitali.
La tempestiva chiamata del 118 ha generato un codice rosso, ma l’imprevisto dell’ambulanza non medicalizzata ha imposto alla dottoressa Sestito un atto di straordinaria responsabilità: salire a bordo con il paziente durante il trasporto.
La situazione si è rapidamente aggravata, richiedendo un intervento d’urgenza in ambulanza: somministrazione di cortisone e ossigenoterapia ad alte dosi.

L’intervento immediato e la presenza qualificata della dottoressa Sestito si sono rivelati determinanti per la sopravvivenza dell’uomo, che è stato successivamente stabilizzato al Pronto Soccorso e sta lentamente riacquistando le proprie forze.

Questo episodio mette in luce non solo la capacità clinica della dottoressa Sestito, ma anche le fragilità del sistema sanitario territoriale.
L’assenza di un’ambulanza medicalizzata e la necessità di un intervento diretto del medico di famiglia sollevano interrogativi urgenti sulla capacità del sistema di rispondere alle emergenze sul campo.

La richiesta di permanenza in servizio della dottoressa, in attesa di una risposta formale, si configura come un atto di profonda responsabilità verso i propri assistiti, una scelta che rifiuta l’abbandono di chi necessita di cure.
Il Segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, sottolinea come il gesto della dottoressa Sestito rappresenti l’essenza stessa della medicina di famiglia: un connubio di prossimità, tempestività e umanità, elementi che spesso determinano l’esito clinico.
La vicenda riaccende il dibattito sull’organizzazione dei servizi territoriali, evidenziando la necessità di un supporto adeguato per i medici di famiglia, spesso chiamati a operare in condizioni di carenza di risorse e personale.
La disponibilità della Fimmg a collaborare in situazioni di emergenza, al di là di confini e appartenenze, testimonia la volontà di unire gli sforzi per garantire la salute dei cittadini, auspicando, al contempo, una reciprocità di impegno da parte di tutti gli attori del sistema sanitario.
L’episodio non è solo una celebrazione della vita salvata, ma un monito a riflettere sul futuro della medicina di prossimità e sulla necessità di un impegno collettivo per rafforzarla.

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