Un’opera che ridefinisce i confini della natura morta, un monito scultoreo dal valore stimato a 12 milioni di euro, giunge a Napoli per arricchire il patrimonio espositivo dello Jago Museum.
L’installazione, intitolata “Natura Morta”, trova la sua collocazione nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, nel cuore pulsante del capoluogo partenopeo, un luogo intriso di storia e spiritualità che dialoga profondamente con il messaggio dell’opera.
Precedentemente esposta alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, in un dialogo silenzioso e potente di fronte alla celeberrima “Canestra di frutta” di Caravaggio, “Natura Morta” si presenta come un’inversione provocatoria del genere classico.
Lungi dall’abbondanza di vita e prosperità tipiche delle nature morte tradizionali, l’opera di Jago ne sovverte l’iconografia, presentando un cesto non colmo di frutti maturi, ma di armi, un’inquietante metafora del nostro tempo.
La valutazione dell’opera, condotta dal broker assicurativo Massimo Maggio di Wide Group, si fonda su una pluralità di fattori che vanno oltre la mera stima estetica.
Il numero e il prestigio delle mostre a cui l’artista ha partecipato, la sua presenza in cataloghi di rilievo, l’eccellenza tecnica e artistica dimostrata, l’onore di essere esposta in sedi prestigiose come la Biblioteca Ambrosiana di Milano: tutti elementi che concorrono a definire il suo valore.
Maggio sottolinea come Jago si posizioni attualmente come il più quotato degli artisti contemporanei italiani, un riconoscimento che riflette la sua capacità di interpretare e comunicare il nostro presente attraverso un linguaggio scultoreo di straordinaria potenza.
Realizzata in marmo statuario, la scultura non solo rappresenta un esempio di maestria tecnica, ma è anche un invito alla riflessione.
Essa esplora il complesso rapporto tra la bellezza effimera e la distruzione ineluttabile, tra la creazione e la sua dissoluzione.
L’arrivo di “Natura Morta” allo Jago Museum coincide con un rinnovato impegno espositivo, reso possibile dai recenti lavori di restauro che hanno contribuito a valorizzare ulteriormente la struttura.
L’opera si configura, quindi, come catalizzatore di una riflessione più ampia sul ruolo dell’arte nell’era contemporanea: un medium capace di offrire chiavi di lettura, di restituire senso e profondità in un mondo spesso segnato dall’incertezza e dalla precarietà.
Il museo, con questa acquisizione, si conferma come un luogo di dialogo tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, un crocevia di idee e suggestioni per gli appassionati d’arte e per la comunità napoletana.







