Incentivi alle imprese: esclusione municipalità, polemiche a Napoli

L’amministrazione comunale ha recentemente emanato un avviso pubblico volto a fornire incentivi finanziari a micro e piccole imprese operanti in aree urbane caratterizzate da problematiche di degrado.
Questa iniziativa rappresenta un potenziale volano per la riqualificazione economica e sociale di porzioni di città spesso penalizzate, stimolando la creazione di nuove attività e il rafforzamento di quelle esistenti attraverso processi di consolidamento e innovazione.

Tuttavia, l’elenco delle municipalità ammissibili ha sollevato interrogativi significativi.
In particolare, l’esclusione di Chiaia-Posillipo-San Ferdinando (municipalità prima) e Vomero-Arenella (municipalità quinta) desta perplessità e richiede una verifica approfondita.
La nostra osservazione, condivisa dal segretario cittadino di Forza Italia a Napoli e dal responsabile del Dipartimento Attività Produttive, si fonda sulla constatazione che anche queste aree presentano evidenti criticità legate al degrado urbano e a un contesto commerciale complesso.

La domanda che poniamo all’amministrazione comunale è quindi questa: quali siano i criteri specifici che hanno determinato questa esclusione? È cruciale una trasparenza completa riguardo alle metodologie di valutazione utilizzate, affinché la decisione possa essere compresa e, ove necessario, contestata.

L’applicazione di parametri opachi o insufficientemente motivati rischia di compromettere la credibilità dell’iniziativa stessa e di generare un senso di ingiustizia tra le imprese coinvolte.
È innegabile che il settore commerciale stia attraversando una fase di profonda trasformazione, accentuata dalla crescente penetrazione dell’e-commerce e dalle mutate abitudini dei consumatori.

Questo impatto non risparmia alcuna area della città, e la presunzione che le municipalità escluse siano immuni a queste sfide appare infondata.

Al contrario, anche i quartieri più rinomati e centrali necessitano di sostegno per preservare la vitalità delle attività commerciali e contrastare il rischio di spopolamento.

Inoltre, è opportuno analizzare la conformità giuridica di un meccanismo di esclusione a livello di municipalità.
La legislazione vigente prevede la possibilità di limitare l’accesso a incentivi in base a criteri geografici? In caso affermativo, questi criteri devono essere rigorosamente definiti e applicati in modo uniforme per evitare discriminazioni e garantire la parità di accesso alle opportunità di finanziamento.

L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di fornire un sostegno equo e capillare a tutte le attività commerciali presenti nel tessuto urbano di Napoli, senza preclusioni basate su considerazioni arbitrarie o insufficientemente giustificate.

Un approccio inclusivo e trasparente è essenziale per promuovere lo sviluppo economico sostenibile e la coesione sociale della città.

La ripartizione dei fondi dovrebbe riflettere le reali esigenze del territorio, tenendo conto delle peculiarità di ogni municipalità e delle sfide specifiche che le imprese si trovano ad affrontare.

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