L’apice del successo – lo scudetto, il riconoscimento come miglior giocatore della Serie A, il ritorno della Scozia nel panorama calcistico mondiale – non placa l’ambizione di Scott McTominay.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, la vetta raggiunta non induce a compiaceria, bensì alimenta una sete insaziabile di miglioramento.
“Difendere un traguardo è un’impresa ardua, ben più impegnativa della sua conquista”, afferma il centrocampista del Napoli, rivelando un approccio mentale focalizzato sulla crescita continua, una filosofia che lo guida nella sua avventura partenopea.
L’esperienza a Napoli si rivela un’immersione in una cultura vibrante e appassionata.
L’affetto dei tifosi napoletani, una forza travolgente, lo conduce a limitare le sue uscite in città, ma la sua routine quotidiana si rivela essenziale per la sua performance.
L’Italia, con la sua ricca tradizione culinaria e un clima mite, contribuisce a un benessere generale che favorisce la sua forma fisica.
McTominay si dimostra un atleta scrupoloso, quasi ossessionato dal recupero fisico: bagni di ghiaccio, terapie con luce rossa, camere a temperatura controllata, diventano rituali imprescindibili per prolungare la sua carriera.
“Voglio giocare ancora per dieci anni,” confessa, evidenziando una visione a lungo termine e una dedizione assoluta al suo mestiere.
L’influenza di Antonio Conte, figura carismatica e tecnica, è palpabile.
Conte, incarnazione della passione calcistica e di un acume tattico ineguagliabile, rappresenta un punto di riferimento cruciale.
McTominay preferisce un approccio diretto, pragmatico, privo di effusioni, e necessita di un allenatore che lo stimoli costantemente, che lo spinga oltre i suoi limiti.
Il passaggio dal Manchester United, il club che lo ha formato, all’avventura napoletana, segna una tappa significativa.
Nonostante un ultimo anno a Manchester caratterizzato da una stagione positiva, con dieci gol segnati e la conquista di una coppa, la pressione costante sotto i riflettori e la necessità di “guadagnarsi” il posto in campo, come aveva fatto Bruno Fernandes, lo hanno spinto a cercare nuove sfide.
Riconosce il supporto e le risorse messe a disposizione dal club inglese, l’eccellenza della preparazione fisica e la cura tattica, ma sottolinea come la continuità e la fiducia reciproca siano elementi imprescindibili per esprimere il proprio potenziale.
“Quando giochi regolarmente, segni e ricevi apprezzamenti, tutto scorre più agevolmente,” ammette, riflettendo sull’importanza della fiducia e della percezione positiva.
Infine, un accenno alla lingua italiana, ancora in evoluzione.
Nonostante le difficoltà, McTominay si impegna a superarle, cercando di comunicare, anche in semplici frasi, al termine delle partite.
Lo studio della lingua e l’immersione culturale, culminate in una conversazione di venticinque minuti con un giardiniere, a celebrazione dello scudetto, testimoniano la sua volontà di integrarsi e apprezzare appieno l’esperienza napoletana.
Un percorso di apprendimento che va oltre il campo da gioco, abbracciando la ricchezza di una cultura nuova e affascinante.

