Un’inchiesta del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo ha portato all’arresto in flagranza di un funzionario regionale, operante all’interno del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, colto mentre intascava una somma di mille euro in contanti da un imprenditore, in un contesto commerciale cittadino.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Palermo, nasce da un esposto presentato da due operatori economici che lamentavano pressioni indebite da parte del dipendente pubblico.
Le accuse mosse dagli imprenditori ruotano attorno a una richiesta esplicita di denaro, finalizzata a sbloccare la liquidazione di fatture emesse nei confronti del Dipartimento stesso.
Queste fatture, apparentemente relative a forniture di beni e prestazioni di servizi connesse a eventi culturali finanziati con risorse regionali, risultavano ingiustamente bloccate, alimentando il sospetto di un sistema di corruzione finalizzato all’arricchimento illecito del funzionario.
Le investigazioni, condotte con meticolosa attenzione e attraverso diverse tecniche di acquisizione di prove, non solo hanno confermato le denunce iniziali, ma hanno anche permesso di estendere il campo dell’indagine, individuando ulteriori soggetti che sarebbero stati oggetto di simili estorsioni.
Il sistema operativo sembrava prevedere una sorta di tariffario occulta, con il funzionario che sfruttava la sua posizione di potere per condizionare l’iter di pagamento delle fatture.
L’imprenditore, nel momento dell’arresto, stava materialmente consegnando la somma di denaro, in cambio, presumibilmente, della garanzia di poter continuare a operare con il Dipartimento e di ricevere il pagamento delle prestazioni già erogate.
L’episodio riemerge come un campanello d’allarme sulla vulnerabilità degli enti pubblici a fenomeni corruttivi e sulla necessità di rafforzare i controlli interni e la trasparenza dei processi decisionali, soprattutto in settori sensibili come quello della cultura, spesso caratterizzato da finanziamenti pubblici significativi e da una pluralità di attori coinvolti.
L’inchiesta si preannuncia complessa e potrebbe portare alla luce ulteriori elementi rilevanti per comprendere l’ampiezza e la profondità di un potenziale sistema di corruzione all’interno dell’amministrazione regionale.






