Etna: Lava ferma, ma sorveglianza alta.

La colata lavica in avanzamento sul versante etneo ha arrestato la sua progressione a 1.360 metri di altitudine, manifestando un progressivo raffreddamento che interessa l’intera area a monte del campo lavico in formazione.
L’assenza di flussi attivi, visibile fino al limite della visibilità, richiede un’analisi più approfondita tramite dati satellitari, cruciale per monitorare eventuali persistenti attività effusive in corrispondenza delle bocche eruttive sommitarie, aree particolarmente sensibili.
La situazione attuale evidenzia una fase di quiescenza apparente, confermata dal direttore del dipartimento Vulcani dell’INGV, Stefano Branca, durante un sopralluogo sul fronte eruttivo.
La comunicazione ufficiale dell’INGV-Osservatorio di Catania, tuttavia, introduce una cautela necessaria.

Le condizioni meteorologiche sfavorevoli, caratterizzate da nebbia e ridotta trasparenza atmosferica, ostacolano una valutazione precisa e immediata delle attività sommitarie.

La significativa assenza di boati sismici, fenomeni acustici distintivi dell’attività esplosiva, suggerisce che l’eruzione Voragine, che ha caratterizzato le ultime fasi dell’evento, potrebbe aver raggiunto la sua conclusione.
Questa interpretazione necessita comunque di ulteriori verifiche.
Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico, parametro essenziale per la valutazione del flusso magmatico interno al vulcano, si mantiene entro i valori medi storici.
Questo indica una persistenza di attività magmatica, sebbene a un livello non critico.

I dati provenienti dalle reti GNSS-HF (Global Navigation Satellite System – High Frequency) e dalle misurazioni clinometriche, che monitorano rispettivamente la deformazione del suolo e la variazione dell’altitudine, non rilevano anomalie significative, corroborando l’ipotesi di una fase di relativa stabilità strutturale.
Nonostante l’apparente pausa nell’attività eruttiva, un elemento di precauzione rimane attivo: l’allerta per l’aviazione, indicata con codice arancione (livello 3 su 4).

Questa decisione riflette la potenziale, seppur remota, emissione di cenere vulcanica, un pericolo per la navigazione aerea.

Ad oggi, tuttavia, l’attività vulcaniana non sta causando disagi o interruzioni operative presso l’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, mantenendo attive le rotte aeree e le attività aeroportuali.

La sorveglianza continua ad essere intensa e multidisciplinare, combinando osservazioni dirette sul campo, analisi sismiche e geofisiche, e monitoraggio satellitare, al fine di garantire una risposta tempestiva e adeguata a qualsiasi futura evoluzione dell’evento vulcanico.

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