Il ritrovamento del furgone Fiat Scudo, sottratto all’associazione Lab360, segna la conclusione di un episodio che ha messo a dura prova una realtà sociale palermitana impegnata nell’assistenza a bambini con disabilità.
Il mezzo, cruciale per le attività di inclusione e autonomia dell’associazione, era stato prelevato con scopi evidentemente criminali nella mattinata di ieri, in via Filippo Cordova.
L’ipotesi più accreditata, supportata dai danni riscontrati sul veicolo, indica un tentativo di impiego forzato per favorire una effrazione, verosimilmente in un negozio di prodotti per la pulizia in prossimità del luogo in cui il furgone è stato poi recuperato.
L’episodio solleva questioni complesse che vanno ben oltre il semplice furto di un veicolo.
Si tratta di un’aggressione diretta ad una realtà sociale fragile, che si batte quotidianamente per garantire a bambini con disabilità opportunità di crescita, partecipazione e sviluppo personale.
Il furgone, infatti, rappresenta un elemento fondamentale per l’organizzazione di trasporti, gite, attività ricreative e interventi domiciliari, fattori imprescindibili per l’autonomia e l’integrazione dei piccoli assistiti.
La sua sottrazione ha temporaneamente compromesso la continuità di questi servizi, creando disagi e frustrazioni.
La presidente della cooperativa “Idee in movimento” e dello spazio aggregativo, con profonda amarezza, ha sottolineato come il furto rappresenti una ferita profonda per l’intera comunità.
L’azione dei malviventi non si è limitata a danneggiare un bene materiale, ma ha colpito il cuore di un progetto sociale che mira a costruire ponti di speranza e opportunità per bambini che necessitano di un sostegno particolare.
Il tempestivo intervento dei Carabinieri del radiomobile, coadiuvati dalla Polizia del Commissariato San Lorenzo, ha permesso di rintracciare il furgone, seppur con evidenti segni di effrazione e manomissione.
Le indagini sono in corso per identificare e assicurare alla giustizia i responsabili di questo atto vandalico e criminoso.
Oltre all’aspetto procedurale, si rende necessario un supporto concreto, economico e sociale, per riparare i danni subiti dall’associazione Lab360 e garantire la ripresa delle attività a beneficio dei bambini con disabilità, riaffermando il valore imprescindibile della solidarietà e della responsabilità civile.
L’episodio rimanda, inoltre, alla necessità di riflettere sulla sicurezza delle realtà sociali e sulla tutela del patrimonio immateriale di una comunità.








