Il Teatro Massimo di Palermo ha risvegliato l’anima bohémienne di Giacomo Puccini con una nuova, vibrante riproposizione de *La Bohème*, il secondo appuntamento di una stagione lirica che promette emozioni intense.
La rappresentazione, inaugurata ieri sera, ha generato un entusiasmo palpabile, culminato in un’ovazione calorosa e prolungata, testimonianza del profondo legame tra il pubblico palermitano e questa iconica opera.
L’allestimento, frutto di una sapiente combinazione tra tradizione e innovazione, ha saputo amplificare l’immediatezza emotiva del dramma pucciniano.
La direzione musicale di Carlo Montanaro ha delineato un profilo sonoro ricco e sfumato, capace di esaltare sia la liricità dei momenti intimi che la potenza espressiva degli ensemble corali.
La regia di Mario Pontiggia, con una sensibilità acuta, ha guidato gli interpreti verso una resa veritiera e coinvolgente dei personaggi, enfatizzando le loro fragilità, le loro passioni e le loro speranze.
Il cast ha offerto interpretazioni di alto livello, ognuno contribuendo a tessere la complessa trama narrativa.
Arturo Chacón-Cruz, nonostante una indisposizione, ha incarnato Rodolfo con una vocalità potente e un’interpretazione intensa, conquistando immediatamente il favore del pubblico.
Anastasia Bartoli e Hasmik Torosyan, nei ruoli di Mimì e Musetta, hanno offerto due ritratti femminili di straordinaria bellezza e profondità, alternandosi nelle repliche insieme a Francesca Benitez, per esplorare le sfaccettature di queste figure femminili complesse e indimenticabili.
Giulio Mastrototaro (Marcello), George Andguladze (Colline) e Diego Savini (Schaunard) hanno completato il quadro dei protagonisti, creando un affresco vivido e verosimile della vita bohémienne parigina.
Un plauso particolare merita il Coro del Teatro Massimo, un elemento imprescindibile per la resa drammatica dell’opera, e il Coro di voci bianche, diretto dal Maestro Salvatore Punturo, che ha contribuito a creare un’atmosfera magica e suggestiva durante l’esuberante secondo atto ambientato al Café Momus.
La riproposizione de *La Bohème* al Teatro Massimo rappresenta non solo un successo artistico, ma anche un’occasione per riscoprire la potenza e l’attualità di un capolavoro che continua a commuovere e a ispirare generazioni di spettatori.
Il calendario degli appuntamenti, che prevede rappresentazioni dedicate alle scuole e appuntamenti fuori abbonamento, offre un’ampia possibilità di fruizione di quest’opera immortale.
Il sipario resta alzato fino al 23 dicembre, invitando il pubblico a lasciarsi travolgere dall’emozione e dalla bellezza della *Bohème*.








