La situazione epidemiologica in Umbria desta particolare attenzione a causa di un’impennata significativa dei casi di influenza, con un impatto diretto e tangibile sul sistema sanitario regionale.
I dati provenienti dal pronto soccorso dell’ospedale di Perugia, fulcro del sistema di rilevazione virologica, evidenziano una prevalenza del virus influenzale pressoché generalizzata, con circa l’80% dei pazienti sottoposti a test molecolare che risultano positivi.
Questo incremento dell’incidenza ha comportato un aumento del flusso di accessi del circa 20% rispetto alla normalità, mettendo a dura prova le risorse e l’organizzazione del servizio di emergenza.
L’efficacia dei test diagnostici molecolari, in grado di identificare i diversi ceppi virali coinvolti e di distinguere tra virus e batteri, permette una diagnosi rapida e precisa, fondamentale per orientare il trattamento e adottare misure di prevenzione mirate.
Sebbene la popolazione più anziana rappresenti la fascia più vulnerabile, con un rischio accentuato di sviluppare complicanze polmonari, si registrano anche casi di adulti e giovani con sintomatologie meno acute, ma comunque richiedenti assistenza medica.
Il carico assistenziale non grava esclusivamente sull’ospedale di Perugia.
Anche le strutture dell’Usl Umbria 1 e dell’Usl Umbria 2, in particolare quella di Terni e quella di Foligno, stanno affrontando un aumento significativo degli accessi per patologie respiratorie, con un incremento dei ricoveri e picchi di afflusso che superano il 20% in alcune giornate.
A Terni, si sono accertati quasi quaranta casi di polmonite nei primi giorni di gennaio, il che rappresenta una percentuale considerevole degli accessi al pronto soccorso.
A Foligno, l’elevata incidenza del virus ha determinato un sovraccarico del servizio, con un aumento dei ricoveri necessari.
È plausibile che i dati attuali siano sottostimati, poiché molte sindromi influenzali potrebbero essere state classificate con altre problematiche durante il triage, rendendo difficile una quantificazione precisa dell’effettivo impatto della pandemia.
Parallelamente, si riscontrano anche casi sporadici di COVID-19, seppur in misura minore rispetto alle ondate precedenti, suggerendo una coesistenza di agenti patogeni che contribuisce a complicare lo scenario clinico e a gravare sul sistema sanitario.
L’intera situazione richiede una vigilanza continua, un potenziamento delle capacità diagnostiche e una sensibilizzazione della popolazione sull’importanza di misure preventive come la vaccinazione, l’igiene delle mani e l’uso della mascherina, soprattutto in ambienti affollati.








