Trasimeno: la Regione investe per la salvaguardia del lago

La tutela del Lago Trasimeno e del suo ecosistema complesso e delicato rappresenta una priorità strategica per la Regione, impegnata in un piano d’azione strutturato che va oltre interventi emergenziali e mira a garantire la sua vitalità a lungo termine.

L’assessora Simona Meloni ha recentemente illustrato i progressi e le nuove iniziative, sottolineando come il bacino, quarto lago italiano per estensione, sia al centro di un’attenzione rinnovata.
Il calendario degli interventi prevede una prima tranche di lavori a Isola Maggiore, con il ripristino dello scalo merci, entro metà gennaio.
Parallelamente, si conferma il finanziamento per la ricostruzione di un tratto del sentiero di San Francesco, gravemente danneggiato dalla frana estiva, con avvio dei lavori previsto entro la primavera.

Questi interventi, apparentemente isolati, si inseriscono in un disegno più ampio di riqualificazione del patrimonio storico-culturale e naturalistico del territorio.
Un capitolo significativo riguarda le infrastrutture portuali.
Sono stati sbloccati ingenti finanziamenti, un milione e 780 mila euro, destinati alla riqualificazione delle darsene.

I lavori, a partire da San Feliciano e Sant’Arcangelo, proseguiranno poi per la darsena dei pescatori e, infine, per la darsinelli, con l’obiettivo di modernizzare le strutture e migliorare l’accessibilità.

Questi interventi non solo favoriranno lo sviluppo del turismo, ma anche il sostegno alle attività legate alla pesca e alla navigazione.

La gestione delle risorse idriche, un tema cruciale soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici, è affrontata con interventi mirati alla manutenzione e al ripristino di fossi e canali.

Sono già stati autorizzati impegni di spesa per lavori a Moiano, Paganico e Maranzano, cofinanziati con risorse regionali e fondi del Pnrr e realizzati in collaborazione con Afor e il Consorzio di Bonifica Valdichiana.
Questa sinergia istituzionale testimonia un approccio integrato nella gestione del territorio.
L’attuale livello del lago, particolarmente basso – uno dei valori minimi mai registrati – impone soluzioni innovative per il dragaggio.

L’impossibilità di utilizzare le tradizionali attrezzature ha spinto la Regione a esplorare alternative all’avanguardia, con l’obiettivo di affrontare la situazione in modo efficace e sostenibile, guardando già agli eventi del 2026.
Questo sforzo è portato avanti in stretto contatto con le associazioni di categoria e un gruppo tecnico specializzato.
L’adduzione idrica da Montedoglio, recentemente inaugurata, rappresenta una risposta concreta a una problematica storica, ma simboleggia anche un cambiamento di paradigma: un approccio basato su visione strategica, competenze specialistiche, una rete istituzionale efficiente e interventi coordinati, orientati al futuro del territorio e alla sua resilienza di fronte alle sfide ambientali.

Il progetto non è solo una soluzione a breve termine, ma un investimento a lungo termine per la salute del lago e il benessere della comunità che lo circonda.

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