Un’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha portato a un significativo sequestro preventivo nei confronti di una società con sede a Corciano e dei suoi vertici, di origini albanesi e residenti a Castiglione del Lago.
L’inchiesta, frutto di una denuncia presentata da una cittadina di Panicale, ha disvelato un sofisticato sistema di frode fiscale finalizzato alla manipolazione dei bonus edilizi – Superbonus 110%, Eco Bonus e Sisma Bonus – tramite la creazione e la commercializzazione di crediti d’imposta completamente fittizi.
Il modus operandi criminale si basava sull’inganno e sulla falsificazione di documenti.
I responsabili, presentandosi come intermediari qualificati, inducevano i proprietari di immobili a delegare loro la gestione delle pratiche relative ai bonus, promettendo interventi di ristrutturazione mai effettivamente realizzati.
Sfruttando la flessibilità introdotta dalla legislazione d’emergenza pandemica, in particolare il meccanismo dello sconto in fattura, i truffatori comunicavano all’Agenzia delle Entrate la disponibilità di crediti ceduti, ottenendo così l’assegnazione di risorse pubbliche destinate a interventi edilizi reali.
L’inganno si estendeva a diversi livelli.
Si avvalevano di professionisti compiacenti, spesso privi di scrupoli, per generare attestazioni e asseverazioni mendaci relative allo stato di avanzamento dei lavori.
Queste dichiarazioni, presentate all’Agenzia delle Entrate, certificavano in modo fraudolento la realizzazione di interventi inesistenti, consentendo l’ottenimento illegittimo di benefici fiscali.
Parallelamente, venivano emesse fatture fittizie nei confronti dei committenti, spesso ignari della truffa che stavano subendo.
I crediti d’imposta così generati venivano poi ceduti a terzi, alimentando una catena di illeciti finanziari.
Il provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia, mira a interrompere immediatamente il flusso di risorse illecite e a prevenire l’ulteriore utilizzo fraudolento dei crediti fiscali per compensare imposte dovute.
L’operazione ha coinvolto, oltre ai rappresentanti legali della società, oggi in liquidazione giudiziale, anche i professionisti coinvolti nella fabbricazione delle asseverazioni false e i direttori dei lavori, che hanno presumibilmente partecipato, con gradi di responsabilità variabili, alla perpetrazione del sistema fraudolento.
L’inchiesta, che evidenzia una preoccupante vulnerabilità del sistema dei bonus edilizi, sottolinea la necessità di rafforzare i controlli e i meccanismi di verifica a tutela della legalità e per garantire che i benefici fiscali siano destinati esclusivamente a sostenere interventi edilizi reali e a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
Il caso rappresenta un campanello d’allarme per le autorità competenti e per l’intera collettività, invitando a una riflessione approfondita sulle procedure di controllo e sulla necessità di una maggiore trasparenza nell’erogazione delle agevolazioni fiscali.






